mercoledì 30 marzo 2011

LA MISTERIOSA PIETRA DEL NURAGHE AIGA TRA BELLEZZA E DEGRADO

Questa pietra si trova presso il nuraghe Aiga di Abbasanta, come si può notare è molto particolare. Il reperto delle dimensioni di circa un metro, presenta infatti un foro quadrato con una cornice che ricorda vagamente quelle presenti nelle domus de janas (questa cornice infatti è in rilievo e non incavata).

All'interno del foro, in basso a sinistra, si nota una parte rialzata di difficile attribuzione; tale rialzo appare intenzionalmente scolpito e non crediamo si tratti di una dimenticanza degli antichi costruttori.


Siamo in attesa di chiarimenti al riguardo e invitiamo chiunque abbia notizie certe a renderci partecipi.
 
Per concludere vorremmo evidenziare il fatto che questa pietra si confonda con il resto del crollo che circonda questo magnifico nuraghe lasciato a se stesso.
Ci chiediamo come sia possibile che un monumento citato in tutte le guide archeologiche e teatro di interessanti esperimenti solstiziali sia ancora in attesa di essere valorizzato come merita: allo stato attuale è possibile visitare (con una certa difficoltà inerpicandosi tra le pietre di crollo e i fitti rovi) solo il primo piano, dal momento che sia l''ingresso che la camera sul piano di campagna sono ancora interrati.

Non sappiamo se augurarci che qualche eminente archeologo si decida a farne oggetto di studio (o di guadagno in termini sia monetari che di prestigio) precludendo di fatto qualsiasi interpretazione che si discosti dal binario accademico, o che il nuraghe rimanga nell'oblio e allieti soltanto i pochi romantici cercatori dell'antica identità di questa nostra meravigliosa e sottovalutata Terra.

ECCO ALCUNE IMMAGINI RELATIVE ALLO STATO DI ABBANDONO  IN CUI VERSA IL NURAGHE:




domenica 20 marzo 2011

Le torri dei sardi Tyrsenoi così simili a quelle etrusche

http://www.repubblica.it/online/spettacoli_e_cultura/etruschi/tirsenoy/tirsenoy.html

Il professor Camporeale parla dei singolari rapporti
tra la civiltà nuragica e quella dell'antico popolo toscano

Le torri dei sardi Tyrsenoi
così simili a quelle etrusche
Un vaso, l'askos, compare sia in Sardegna che in Etruria
Se ne trovarono molti a Vetulonia, una specie di antica Milano
di SERGIO FRAU

Vetulonia?
"Era la Milano degli Etruschi. Il più importante centro commercial-metallurgico tra IX e VI secolo a.C... Il più ricco e tecnologicamente avanzato...".

I Signori di quelle sue miniere?
"Sardi. Sicuramente Sardi...".

Non fosse l'etruscologo Giovanni Camporeale - anni di cattedra a Firenze, anni di scavi a Vetulonia - a regalartela questa sorpresa che, una volta digerita, metabolizzata dal resto dell'Accademia, potrebbe far riscrivere alcune pagine oscure della prima Storia mediterranea, sarebbe indispensabile prenderla qualche cautela. Ma è lui che ce la dice, e a registratore acceso: un allievo di Giacomo Devoto, uno dei migliori, l'organizzatore di quella mostra - Gli Etruschi e l'Europa - che affascinò Parigi prima, Berlino poi, e che tutti ancora ricordano come la più bella mai realizzata finora sui Tirreni del I millennio a.C.; un cervellone, insomma... Professore ce lo racconta com'è arrivato a questa sua certezza?
"Ce l'ha presente l'askòs?"

Prego?
"L'askòs. Letteralmente significa ventre. È uno strano vasetto che ricorda proprio quegli otri fatti con lo stomaco degli animali e usati per il vino o l'olio. Ha un collo-beccuccio laterale, allungato e decentrato, che lo squinterna un po' rendendolo davvero inconfondibile...".

E allora?
"Si tratta di un vaso tipicamente sardo: a cominciare dall'XI secolo ne trovi ovunque in Sardegna. E non era mica un vaso normale. I colleghi sardi dicono che poteva contenere bevanda di mirto, ma vere certezze non le hanno. Doveva, comunque, essere legato a riti particolari visto che lì, nell'isola, lo si è rintracciato sempre in situazioni legate alla religiosità. Be', di questo tipo di vaso in giro per l'Etruria ne troviamo un po' dappertutto, nelle tombe: due, tre a Chiusi, a Cerveteri, a Volterra, a Bisenzio, fin giù nella Campania etrusca...".


giovedì 17 marzo 2011

TRE ZIGGURAT E UNA SFINGE IN SARDEGNA?

Scoperte altre 3 Ziggurat e una Sfinge in Sardegna, oltre a una tavoletta in scrittura Shardana a Pozzomaggiore.

http://www.antikitera.net/news.asp?id=10124&T=2



ATTENZIONE:
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Leonardo Melis (Leonardo Melis su Facebook ) non finisce mai di stupire e le sue ricerche avanzano senza pregiudizi spazzando via antiche e consolidate credenze storico-archeologiche (vi consiglio a tal proposito il suo ultimo libro Shardana. Jenesi degli Urim).
Le ultime notizie poi sono davvero travolgenti e riguardano il ritrovamento in Sardegna di altre tre Ziggurat (si parla di Pozzomaggiore - foto sotto, Quartu Sant'Elena e Decimoputzu, qui tutto sugli Ziqqurat in Sardegna), di una Sfinge scolpita nel Sinis, di innumerevoli reperti egizi (incluse iscrizioni e geroglifici), ma soprattutto della scoperta di una tavoletta di scrittura Shardana proprio a Pozzomaggiore, o forse dovremmo dire ri-scoperta, visto che è stata dimenticata dopo essere stata rinvenuta dagli archeologi nel 2006.
"Poiché le... scoperte non vengono mai sole, riportiamo una foto riferita a un reperto in terracotta presumibilmente conservato nel Museo archeologico di Sassari o nello stesso Comune di Pozzomajore. La foto ci fu mostrata da alcuni amici del paese in questione. Una foto scattata forse all'atto del ritrovamento. Personalmente non abbiamo ancora visto il reperto stesso. Dovremo quindi far riferimento all'immagine che nel frattempo ci hanno inviato gli amici di Pozzomajore via mail e "in forma anonima" per evitare problemi eventuali.
Abbiamo affidato l'immagine a un amico che oggi riteniamo la massima autorità nel campo della ricerca sulla Scrittura Shardana (lui la chiama anche "nuragica").
A lui il merito di aver trovato un'ulteriore conferma della Presenza Shardana in Sardinia e aver tradotto un'altra scritta con il nome con cui gli antichi chiamavano questo popolo: SRDN. Come nella stele di Nora.
Per dirla con Sir Leonard Wooley "I Popoli del Mare regalarono ai loro compagni cananei il segreto della navigazione, della porpora e della scrittura". E' quindi giunto il momento di parlare di una nostra scoperta che metterà finalmente ordine nella diatriba su "scrittura si, scrittura no" per quanto riguarda i Sardi del periodo del Bronzo (cit da da: "SHARDANA, Jenesi degli Urim" di Leonardo Melis)".
Quindi gli antichi popoli della Sardegna avevano una lingua (come ovvio) ma anche una scrittura. Rimane ancora da vedere se Nuragici e Shardana fossero lo stesso popolo e chi in realtà ha costruito i nuraghi e soprattutto quando.
Continuano insomma i misteri di Sardegna

domenica 6 marzo 2011

CAGLIARI SVELATA: II PARTE


Il 20 febbraio 2011, per venire incontro alle richieste, abbiamo deciso di ripetere l'esperienza vissuta il 30 gennaio. Nonostante il tempo inclemente e il sonno della domenica mattina, l'affluenza è stata inaspettatamente soddisfacente; ancora grazie a tutti.

CAGLIARI SVELATA: INAUGURAZIONE

Il giorno 30 gennaio 2011 è avvenuta l'inaugurazione della nostra Associazione.
Per l'evento abbiamo deciso di metterci subito all'opera, sembra che l'esperienza sia positiva vista la presenza di oltre 50 persone che ci hanno accompagnato nel quartiere di Castello alla scoperta della Cagliari antica,tra fortificazioni, epigrafi e palazzi nobiliari. 
Cogliamo l'occasione per ringraziare i partecipanti e per invitare chiunque sia interessato a condividere con noi altre esperienze.