mercoledì 13 luglio 2011

AREA ARCHEOLOGICA DI SANTA CRISTINA - PAULILATINO



L’area archeologica di Santa Cristina, provenendo da Cagliari, si raggiunge percorrendo la SS 131 fino al Km 115.

La località prende nome dall’omonima chiesetta campestre dedicata a Santa Cristina, situata al centro delle case di pellegrinaggio utilizzate dai fedeli durante i festeggiamenti, meglio note con il nome di muristenes (cumbessias nelle altre località dell’Isola). Le feste in onore della Santa si celebrano  nella seconda domenica di maggio e per l’Arcangelo Gabriele nella quarta domenica di ottobre.

La chiesa di Santa Cristina separa i due settori di cui si compone il complesso archeologico.

Chiesa di Santa Cristina


Il settore posto a Nord-Est comprende il pozzo sacro, la capanna delle riunioni e ambienti con profilo sia curvilineo che quadrangolare.

Il tempio a pozzo
Il  pozzo di Santa Cristina è famoso per la grandiosità del vano-scala, la bellezza della camera e per la raffinata tecnica isodoma.
Dal punto di vista planimetrico, il pozzo, presenta il classico schema composto da vestibolo e scala discendente verso la camera sotterranea che custodisce la vena sorgiva.

Esternamente un recinto ellittico delimita il  muro perimetrale a forma di serratura di chiave, dotato di un sedile a parete, che racchiude l’atrio rettangolare ed il tamburo del pozzo.

Muro perimetrale con sedile a parete


Il vano-scala, di forma trapezoidale, si apre a ventaglio restringendosi gradualmente fino all’ultimo gradino. La scala si compone di 25 gradini ed è coperta da un soffitto gradonato che riproduce una sorta di scala rovesciata.
La cella è a pianta circolare e sulla sommità è priva della chiusura originaria, al centro del pavimento si trova una vaschetta circolare di decantazione profonda m 0,50.

Vano scala

Soffitto gradonato

Copertura a ogiva del pozzo
Vasca di decantazione vista
           dalla sommità del pozzo                













La Capanna delle riunioni

Capanna delle riunioni


A  Ovest  del tempio a pozzo è situata una grande capanna circolare, del diametro di circa 10 metri e con un elevato residuo di m 1,70.
L’area circoscritta dalla capanna è pavimentata con dei ciottoli e lungo il suo perimetro è presente che fa ipotizzare la sua destinazione pubblica in cui probabilmente gli antichi sardi dibattevano i problemi relativi alla comunità.
Addossato alla capanna in questione è presente un vano più piccolo di forma leggermente curvilinea, interpretato da alcuni studiosi come un recinto dove venivano custoditi gli animali da offrire durante le funzioni.

Capanna delle riunioni con vano addossato


Le altre costruzioni adiacenti al tempio sono oggi difficilmente leggibili a causa degli spietramenti avvenuti negli anni ’30 del Novecento; si possono notare soltanto i pochi resti di capanne a pianta circolare e quadrangolare, che si riducono a pochi filari.

Ambienti a pianta circolare
Ambienti a pianta squadrata













Il settore posto a Sud-Ovest presenta un nuraghe e alcune strutture abitative.

Il nuraghe
è  un monotorre dotato di scala e nicchia d'andito.

Nuraghe monotorre


Scala elicoidale


L’accesso è sormontato da quel che resta di un’architrave che precede un corridoio che immette in una sala a pianta circolare voltata a tholos che presenta tre nicchie disposte a croce e un vano scala elicoidale che conduce ai piani superiori.

Ingresso architravato


Intorno al nuraghe si rilevano le tracce di un villaggio, tra le quali spiccano tre capanne allungate di datazione incerta. 

Capanna allungata con copertura intatta

Interno capanna allungata











Capanna allungata senza copertura



Fabrizio e Giovanna

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