venerdì 25 novembre 2011

ARCHEOLOGIA: TEMPIO DI GERUSALEMME NON FU COSTRUITO DA ERODE

(AGI) Gerusalemme - Quattro monete romane trovate sotto le fondamenta del Muro del Pianto rende impossibile che il cosiddetto Secondo Tempio di Gerusalemme sia stato ampliato e completato da Erode




NOTIZIA COMPLETA :http://www.agi.it/rubriche/ultime-notizie-page/201111240700-est-rom0003-archeologia_tempo_di_gerusalemme_non_fu_costruito_da_erode

domenica 20 novembre 2011

IL DRAGO che è SERPENTE (terza parte).wmv





Siamo giunti alla terza tappa del viaggio intrapreso da Giulio Pala alla ricerca dei luoghi sacri degli antichi sardi.
In questo “video da leggere” l’autore analizza ed interpreta in chiave iniziatica le tracce del Sacro che i nostri antenati ci hanno lasciato in eredità.

Il Mulino del Tempo

giovedì 17 novembre 2011

Il DRAGO che è SERPENTE (seconda parte).wmv



Proseguiamo con il viaggio iniziatico nei luoghi sacri della Sardegna attraverso i testi e le immagini dei filmati autoprodotti dal nostro amico Giulio Pala. Ovviamente rinnoviamo l'invito ai lettori a leggere attentamente il messaggio che Giulio vuole imprimere nel suo lavoro.
Attendiamo commenti e suggerimenti, buona visione.


Il Mulino del Tempo

Archeologia, decifrata un'iscrizione crociata in caratteri arabi



Nel testo inciso su una pietra proveniente
dall'antico porto di Giaffa, il primo del genere trovato in tutto il Medio Oriente, uno studioso israeliano ha letto fra l'altro «Federico II re di Gerusalemme, nell'anno 1299 dalla resurrezione del nostro signore Gesù il Messia»


mercoledì 16 novembre 2011

IL DRAGO che è SERPENTE (prima parte).wmv




Il termine Ierofania indica la manifestazione del sacro, mentre la Teofania è la manifestazione della divinità attraverso le sue opere; nel video seguente l'amico Giulio Pala, attraverso lo studio dei testi sacri e del mito, ha individuato i segni divini presenti nella natura. Il video è intitolato "Il Drago e il Serpente" ed evidenzia l'antica tendenza a rappresentare la divinità anche attraverso i suoi lati oscuri e mostruosi. Il Drago nel mito custodisce i segreti e l'autore attraverso le immagini e il testo ci accompagna in un vero e proprio viaggio iniziatico.

Ringraziamo Giulio e invitiamo i blogger a leggere attentamente le frasi che accompagnano le immagini presenti nel primo di una serie di video che condividiamo.

Il Mulino del Tempo

mercoledì 9 novembre 2011

IL MITO DI DIONISO E SUOI POSSIBILI COLLEGAMENTI CON LA SPIRITUALITA’ DELLA SARDEGNA ANTICA





Euripide nelle “Baccanti” dice che Dioniso è figlio della principessa tebana Semele e di Zeus, mentre nella tradizione Orfica sua madre è Demetra-Persefone.
Il nuovo Dio nacque da una delle tante “scappatelle” del padre degli Dei con una donna mortale alla quale promise di esaudire ogni suo desiderio.
La tradizione racconta che la Dea Era, sposa di Zeus, furiosa per l’ennesimo tradimento, prese le sembianze di Beroe, la nutrice di Semele, e convinse la donna a chiedere al suo amante di mostrarsi in tutto il suo splendore.
Zeus, che aveva promesso di esaudire ogni suo desiderio, si mostrò in tutta la sua divinità alla ragazza che rimase folgorata all'istante dal momento che nessun occhio umano era in grado di sopportarla.
Durante la relazione adulterina Semele rimase incinta ed al momento della sua morte lo era di sei mesi.
Zeus per salvare suo figlio (Dioniso), lo estrasse dal ventre materno e per proteggerlo dall’ira della legittima consorte lo nascose nella sua coscia fino ai nove mesi necessari per portare a termine la gravidanza.
L’episodio appena descritto lega Dioniso ancor prima della sua nascita alla simbologia fallica (la coscia è un chiaro riferimento alla sessualità), e come dice Carolina Lanzani nel suo interessante volume Religione Dionisiaca, quello Dionisiaco è essenzialmente un culto betilico”;
infatti l’Omphalos, la pietra conica che rappresentava il centro del mondo nel santuario di Delfi consacrato ad Apollo (che in seguito divise il suo tempio con Dioniso), non era altro che un betilo.
Questo a nostro avviso  potrebbe essere il primo legame tra Dioniso e l’antica spiritualità sarda che, come ha dimostrato l’archeologia, rappresentava il principio maschile attraverso i betili ed i menhir.
Dioniso è il Dio del vino e dell’ebbrezza e secondo la mitologia greca fu proprio lui ad insegnare all’attico Ikarios l’arte della produzione del vino.
In questo episodio si ha forse per la prima volta la manifestazione dell’ambiguità del Dio: Ikarios ebbe in dono da Dioniso un tralcio di vite e gli fece apprendere come trasformare il succo dell’uva in vino attraverso il “miracolo” della fermentazione. Ikarios fece assaggiare la bevanda ai suoi vicini che prima esaltarono le doti del primo viticoltore, ma poi, non conoscendo gli effetti del vino, caduti in preda all’ebbrezza lo accusarono di averli avvelenati e lo uccisero facendolo a pezzi.
La figlia di Ikarios vedendo il padre ucciso decise di impiccarsi.
L’ebbrezza  dionisiaca è un’esperienza positiva ma se non si conoscono i suoi segreti porta l’uomo incauto ad una fine terribile.
Nella cultura sarda tradizionale il vino ha una valenza simbolica molto marcata, l’atto di offrire da bere va ben oltre la semplice soddisfazione del palato, assumendo i contorni di una vera e propria cerimonia che suggella amicizie e contratti.
L’antichità dell’utilizzo del vino in Sardegna è dimostrato dal rinvenimento di numerose brocche askoidi (brocche da vino) di epoca nuragica ed il loro ritrovamento in altre zone del mediterraneo (principalmente in Etruria) evidenzia che la bevanda dionisiaca era esportata fuori dall’Isola dagli isolani, che certamente ne erano anche produttori.
Dioniso è anche il Dio della natura, della fertilità e di tutto ciò che è selvaggio ed animalesco.
Nelle varie manifestazioni carnevalesche della nostra Isola si celebra la natura, la fertilità ed i personaggi rappresentati hanno un carattere selvaggio ed assolutamente Panico.
Il Dio è spesso accompagnato da Satiri, asini e tori rappresentati con i falli eretti e molti personaggi delle sue processioni suonano il flauto.
Chiunque abbia visitato il museo archeologico di Cagliari o abbia sfogliato un libro di archeologia sarda ha sicuramente notato il famoso bronzetto del “suonatore di Ittiri”, che suona uno strumento a fiato simile alle Launeddas e mostra il fallo eretto.
Non intendiamo dire che il culto greco di Dioniso sia nato in Sardegna, siamo però convinti che alla base vi fosse un'unica matrice culturale mediterranea facente capo alla nostra Isola. Nei prossimi post intendiamo argomentare questa nostra teoria comparando il culto dionisiaco ai vari fenomeni della cultura sarda che, a nostro avviso, sono ad esso direttamente collegati.
In ogni caso un concetto così complesso come quello del  Dioniso merita una trattazione più approfondita e ci ripromettiamo di analizzarlo in maniera appropriata.


Fabrizio e Giovanna

lunedì 7 novembre 2011

Solone, Platone e Fetonte, figlio del Sole



Ancora una volta, rileggendo il Timeo, vengo colpito da qualcosa...
Questa volta è il terzo capitolo, lo stesso in cui si parla del mito di Atlantide che mi colpisce per un aspetto che non avevo osservato con attenzione... e sempre Critia che racconta ciò che da ragazzo sentì da un più vecchio Critia durante la festa Cureotide che asseriva di averla sentita raccontare da Solone sulla sua visita in Egitto e in particolare presso la città di Sais.
Solone parlava con i sacerdoti del tempio di Neith (Atena) di Foroneo e Niobe, vissuti prima del Diluvio e di Deucalione e di Pirra e di come s'erano salvati dal Diluvio, quando un sacerdote, per alcuni di nome Sonchis, per altri Pateneit, lo interruppe dicendo:
"... voi Greci siete sempre fanciulli e un Greco vecchio non c'é [..] Perocchè non avete in essa per antica udita alcuna antica opinione né scienza che per il lungo tempo sia diventata canuta. E il perché di ciò è questo: molte volte e per molti modi avvennero stermini di uomini e ne avverranno, per mezzo del fuoco e dell'acqua i maggiori, e per infinite cause altri più lievi. Infatti ciò che si racconta presso di voi, che una volta Fetonte figlio del Sole, aggiogato il carro paterno, per non esser capace di guidarlo sulla strada del padre, bruciasse quanto era in terra e perisse fulminato, questo si racconta in forma di favola, ma la verità è la deviazione delle cose che circuendo la terra vanno per il cielo, a la distruzione per mezzo del fuoco, dopo lunghi periodi di tempo, di tutto ciò che è sulla terra. Allora infatti..."

Tutto il resto è interessantissimo ma voglio cercare di capire meglio queste poche righe...

In primis, il sacerdote afferma che i greci sono giovani nel senso che non conoscono la storia.
Motivo? Le numerose estinzioni che hanno colpito il genere umano (e in particolare il popolo greco).
Le estinzioni sono causate principalmente da acqua e fuoco, così nel passato come nel futuro.
Poi arriva la spiegazione della favola di Fetonte... che è visto come il figlio del Sole perchè portò distruzione per mezzo del fuoco... ma Fetonte non è altro che uno o più corpi celesti che deviati dal loro percorso finirono sulla terra e la distrussero con il fuoco.
E poi, per finire, sembra che ciò accada ripetutamente ad intervalli di tempo...

Bene, dopo queste poche righe vi invito a leggere il Timeo con attenzione e senso critico, cercando di andare oltre le parole, cercando di capire cosa potesse esserci dietro le parole...

Cercando di capire la Storia che potrebbe essere alla base di racconti, miti e leggende perchè conoscere meglio il passato potrebbe aiutarci a vivere meglio il presente preparandoci correttamente al futuro...

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO


sabato 5 novembre 2011

Archeologia: scoperta la 'dama con gli orecchini' dell'eta' d'oro dei Longobardi

La foto è a carattere dimostrativo


Una ''dama con gli orecchini'' di eta' longobarda e' stata scoperta durante una serie di scavi a Lucca. E' tornata, infatti, alla luce una tomba dell'aristocrazia femminile, databile fra il 600 e il 650, culmine del periodo d'oro dei Longobardi, durante le indagini archeologiche condotte in via Elisa, preliminari alla ristrutturazione di Casa Betania, di proprieta' della Congregazione delle Suore Ministre degli Infermi.


Notizia completa: http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cultura/Archeologia-scoperta-la-dama-con-gli-orecchini-delleta-doro-dei-Longobardi_312611155422.html