sabato 23 marzo 2013

Meridiano 0 sul Gennargentu III PARTE


Pubblichiamo la terza parte del gentile contributo di Rolando Berretta.


Passiamo all’esecuzione della parte più noiosa. Dobbiamo tracciare la ragnatela. Impostiamo una griglia di 34 x 34 settori (quadratini). Consiglio di raddoppiarli per le future scale minori.



Tracciamo, aiutandoci con la griglia sottostante, la croce centrale e quella sulle diagonali. Tracciamo il rombo che tocca il centro dei lati del quadrato da 34. Passate esattamente al centro dei singoli quadratini o lungo le singole linee degli stessi. Tracciate le rette che delimitano il settore da 26 e 24 unità. Tracciate le rette a 5 settori dal centro e vi ritrovate con tutto il lavoro impostato. Consiglio di evidenziare in rosso le linee dell’Equatore e dei Tropici. In azzurro le altre. I colori sono essenziali per evidenziare alcuni schemi che presentano una diversa inclinazione rispetto all’Equatore e ai Tropici. (Detto in parole misere: cercate di ricopiare bene lo schema proposto.)
Ci ritroviamo con 12 bussole minori (così vengono chiamate; io li chiamo nodi. Nel senso di incroci di linee. Per me sono 12 nodi.)  Come si procede per inserire le altre linee e i 4 nodi mancanti? C’è un trucco. Dai dodici nodi e dal centro tracciate delle rette che scalano di un quadretto ogni cinque.
Sia in verticale che in orizzontale. Controllate bene il lavoro. Si deve andare con una diagonale che salta una unità dopo cinque unità.




Se usate i colori verde e arancione apprezzerete meglio la precisione del lavoro. Questo schema, a base 34 con giro di compasso da 26 l’ho ribattezzato RoBer. Sono modesto. Reis, Vesconte Maggiolo, Nicolò Caveri e Battista Agnese usano schemi con giri di compasso da 26. Anche Juan de la Cosa ha usato, male, schemi da 26. La carta Cantino usa uno schema da 34 con una variante;
si vedranno poi. Adesso passiamo alle scale minori. Uno schema, con giro di compasso da 26, ne origina un altro, che ho chiamato secondario, che misura 13 unità.




Il secondario da 13 cade esattamente al centro di quello da 26. Aiutatevi con l’immagine per capirlo. Il giro di compasso da 13 va misurato sugli spigoli del quadrato da 13  non sulla croce centrale. Ho inserito una parte dell’Atlante Catalano del 1370 per spiegare come si presenta il suo schema che vale 13 rispetto a un primario da 26.  Ho inserito anche la Carta di Grazioso Benincasa che ha utilizzato un secondario da 13, ha utilizzato i 9 settori (tropico circolo polare) per ricavare il suo schema che è un vero capolavoro. Posso usare scale diverse ma il Mediterraneo presenterà sempre la stessa grandezza ( diamolo per buono per adesso!). Tutto qui. Con l’ausilio dei quadratini si capisce qualcosa. Chi predica l’uso del compasso, ancora, deve venirne a capo.
Tutto ciò si apprezzerà meglio analizzando le singole carte. Termino con l’ultima immagine. Tutte le carte riportano il parallelo di Alessandria (evidenziato in verde) Ha una quarta di vento di differenza rispetto alla linea dell’Equatore e del Tropico. Una quarta di vento vale 11° 15’ o 11,25 gradi. Se osservate gli altri schemi si nota subito quella linea inclinata, in verde, che sfiora Alessandria d’Egitto. Quella linea dimostra, senza ulteriori commenti, i problemi che ebbe Colombo con la BUSSOLA. Arrivò a un certo punto, sul meridiano dei sargassi, e la sua bussola ebbe uno scarto, ad est, di una quarta di vento….  (credo che non sapesse leggere le carte).



Ho fatto tutti i controlli. Il quadrato secondario da 13 tocca il 30° parallelo nord e quello sud. Alessandria è posta a 31° 12’ (Eratostene lo sapeva bene) . Io trovo un incrocio sopra la piana di Gyza e non su Alessandria. Alessandria è sul mare.
Rifletteteci sopra.

Rolando Berretta

venerdì 22 marzo 2013

Meridiano 0 sul Gennargentu II PARTE



Pubblichiamo la seconda parte dell’articolo scritto da Rolando Berretta ringraziandolo nuovamente per il contributo.

Questa materia ha una particolarità: non è studiata da nessun Organismo Ufficiale. Tutti ne parlano a livello personale. Chi scrive, dopo tanti anni, ha capito che i COMPASSI non c’entrano assolutamente nulla; meglio i settori o quadratini. Basta entrare nell’idea che a un giro di compasso corrisponde un quadrato ideale sulla circonferenza. Basta studiare come si incastrano tra loro i vari quadrati ed il gioco è fatto. CUM PASSUM DA NAVEGARE si traduce con DISTANZE per la NAVIGAZIONE: i compassi bucano la charta.
Ci eravamo lasciati con uno schema di 80 x40 settori (ideale) ma avevo fatto notare che c’era qualcosa di diverso tra questo schema e l’Atlante Castiglioni che l’utilizza. Allego un’immagine a dimostrazione.
                                   

Nella Castiglioni si notano 5 settori tra l’Equatore e il Tropico. 9 settori tra i Tropici e i Circoli Polari. Come dire che tra l’Equatore e i Circoli Polari ci sono 14 settori. Se si hanno le idee chiare riguardo l’inclinazione della Terra (e l’avevano) si sa che la distanza tra il Polo e il Circolo Polare e identica alla distanza che c’è tra l’Equatore e il Tropico. La terra è una SFERA; non si può sbagliare. Quant’è la distanza tra l’Equatore e il Tropico? cinque settori. Quant’è la distanza tra l’Equatore e i C.Polari? quattordici settori. Perfetto. Basta sommare ai 14 settori i 5 che dovrebbero essere, anche, i rimanenti settori tra i C.Polari e i Poli. Ottengo un totale di 19 (diciannove) settori tra Equatore e Polo. 19 settori corrispondono a 90 gradi. Allora 38 settori (19+19) corrispondono a 180° e 76 settori (38+38) corrispondono a 360°. A questo punto si cerca il primo meridiano fondamentale, la mitica Raya, e si piantano le due Bandiere. Poi, a 38 settori a est si pianta la bandierina del Portogallo. A 38 settori a ovest si pianta la bandierina della Castiglia. Hanno trovato anche l’antimeridiano e si sono spartiti il mondo. Poi, con tanta pazienza, hanno messo i singoli gradi. Oggi, con il senno del poi, posso affermare che il C.Polare messo a 9 (nove) settori dal Tropico ha tutt’altra origine.  
                     


Nella parte superiore dell’immagine, a sinistra, c’è lo schema (griglia) della Castiglioni. Sulla destra, a parità di settori, a parità di Equatore, di Tropici e C.Polari c’è un diverso Polo che cade a tre (3) settori dai Circoli Polari. Tra Polo e Polo ci sono 34 settori. Su di una griglia di 34 x 34 settori si ottiene un giro di compasso da 26 (ventisei unità). Quello è lo Schema Base. Con questo schema si spiega tutta la cartografia antica. La prima notevole differenza che si nota è che tutta la griglia di quadratini è orientata (centrata) su Alessandria d’Egitto. Nella parte inferiore dell’immagine c’è tutta l’Antica Cartografia. Possiamo capire quanto affermato da Marino di Tiro. Possiamo capire tutti i loro meridiani principali e le loro distanze. Se togliamo il Continente Americano e stiriamo le terre, tanto da portare l’Asia di fronte all’Europa, possiamo capirLi.
Nessuno era in grado di andare in giro per il mondo e cartografare interi continenti. Questa è una favola. L’emisfero australe poi… sorvoliamo. Posso affermare che i nostri antenati ci hanno lasciato delle carte e gli strumenti per assemblarle. Magari ci ritroviamo con terre sbagliate di 180°. Terre completamente fuori scala. Si trovano le isole giapponesi scambiate con le Grandi Antille. Pezzi dell’Australia formeranno la grande isola della Vera Crux (il mitico Nuovo Mondo). Per iniziare questa ricerca, però, bisogna partire dalla terza immagine.

                    

Siamo di fronte ad una moderna Proiezione Omalografica discontinua (spero di non sbagliare). Da questa proiezione si ricavano la griglia dei quadratini, l’Equatore, i Tropici, i  C.Polari e Poli. Da qui possiamo passare all’analisi delle carte in formato ridotto nelle scale diverse. Da qui si capirà chi erano i Veri Cartografi e chi sapeva, solo, disegnare (copiando malamente). Tutto questo è vero ma…. è tanto, tanto, noioso. Bisogna cominciare a disegnare quella ragnatela di linee per capirli.

Rolando Berretta

mercoledì 20 marzo 2013

Meridiano 0 sul Gennargentu I PARTE

Pubblichiamo l’articolo scritto da Rolando Berretta ringraziandolo per il contributo.





Vorrei segnalare una cosa che incuriosisce.
Pietro Vesconte, un genovese che lavorò a Venezia, nel 1.318 ci ha lasciato una CHARTA che ha una piccolissima particolarità: è centrata sul Gennargentu e riporta una porzione precisa del Mediterraneo. Veramente di carte strane ne circolavano diverse; nulla che vedere con Tolomeo o con i ricordi degli arabi. Ho preso spunto dal Planisfero Castiglioni del 1525 che è sviluppato su di una griglia di 80 settori sull’asse est/ovest e 40 settori sull’asse nord/sud per fare alcune verifiche. Il Planisfero Castiglioni è stato realizzato sicuramente a Firenze ma la critica moderna lo attribuisce all’Iberico (portoghese con cittadinanza spagnola) Diego Ribeiro o Diogo De Ribeiro.
Altro spunto l’ho preso da un altro Planisfero realizzato dal fiorentino Giovanni Vespucci: Cuba è attraversata dal Tropico. Ricordo solo che Giovanni ereditò tutto il materiale scientifico dallo zio Amerigo Vespucci. Mettendo insieme le diverse segnalazioni fiorentine ho realizzato un Planisfero suddiviso in una griglia di meridiani e paralleli da 4,50 gradi a settore. Ricordo che i settori sono 80 sull’asse est/ovest e 40 sull’asse nord/sud. Attenzione: i Tropici cadono a 22,50 gradi (22°30’) mentre i Circoli Polari cadono a 67,50 gradi (67°30’) come dire che viene rappresentata la TERRA quando presentava la minima inclinazione dell’asse terrestre. Non dico a che periodo risale una simile inclinazione. Ricordo solo che Eratostene segnalò il Tropico a 24° ed un’ombra, ad Alessandria, di 7,20 gradi (7°12’) misure perfette per il 2.700 a.C. non sicuramente per il suo tempo. Ai suoi tempi il Tropico era spostato ed, ad Alessandria, avremmo avuto un’ombra con diversa inclinazione. I valori di Eratostene andavano bene quando la Terra era quasi con la massima inclinazione dell’asse. Ognuno faccia i suoi calcoli. L’unica differenza riscontrata tra il mio planisfero e quello di Castiglioni consiste nel fatto che i Circoli Polari, nella Castiglioni, cadono a 9 settori dal Tropico e a 6 dal Polo. Nella mia ricostruzione i Circoli Polari cadono a 10 settori dai Tropici e a 5 settori dai Poli. Tutto questo per dire che, per una curiosissima coincidenza, il meridiano ZERO cadeva sul Gennargentu. La Terra era divisa nella parte destra con tutta l’Asia mentre nella parte sinistra c’è solo l’America. Che stranissima combinazione.
Concludo segnalando che i profili costieri sono stati ripresi da una modernissima proiezione satellitare: è perfetta.  La Charta di Pietro Vesconte, del 1.318, non sembra molto diversa.
Concludo con una Formella presa dal Campanile di Giotto; sempre a Firenze.
In questa formella c’è lo stesso Quadrante della CASTIGLIONI.


Fu un certo Toscanelli (sempre di Firenze) a dire a Colombo che, per raggiungere il Paese delle Spezie andando ad Ovest, doveva percorrere 26 settori da 250 miglia partendo da Lisbona. Quel parallelo, quello di Lisbona, se lo dividiamo in 80 parti, ci restituirà 250 miglia a settore. Calcolo facilissimo e precisissimo. Secondo me, a Firenze, ne sapevano TROPPE. Anche Dante ci ricordò della Croce del Sud.


Rolando Berretta