mercoledì 23 marzo 2016

ANTICHE CARTE - APPROFONDIMENTO

Nella geografia di Claudio Tolomeo si leggono….. una serie di rimproveri che Tolomeo muove a Marino di Tiro: ..il quale grandemente manca nel far giuste le distanze. Percioche tutte le linee, le quali hanno da rappresentare circoli, paralleli e meridiani, egli ha fatte dritte; e similmente quelle dè meridiani ha poste parallele fra loro, come ancora molt’altri han fatto.
Aggiunge Gerolamo Ruscelli, l’autore della traduzione: 
L’altra cosa che in questo capitolo si deve avvertire importantissima è, che in effetto ove
qui Tolomeo riprende Marino, che avesse detto la lunghezza della Terra, presa dalle
Isole Fortunate fino all’estremo termine orientale dell’Asia esser di 15 ore e di gradi
dugento venticinque, esso Tolomeo per quanto oggi se ne vede, haveva il torto…..
Riassumendo:
L’alessandrino Claudio Tolomeo ci ha ricordato un altro geografo; del quale si ignora tutto.
Marino di Tiro e i suoi contemporanei disegnavano carte geografiche con i meridiani e i paralleli tutti uguali, dritti e paralleli tra di loro mentre la distanza, dalle Canarie (Isole Fortunate) alla fine dell’Asia, era stata calcolata in 225°. Tolomeo ci ha insegnato come si disegnava un emisfero di 180° della sfera terrestre. Ci ha lasciato le coordinate geografiche di innumerevoli località. Ognuno doveva essere in grado di disegnarsi, da solo, la sua carta.



 Opera meritoria. Peccato: erano solo 180°. Era un solo emisfero. Cosa c’era negli altri 180 gradi?



Perfetto. 180° di terre tolemaiche. 45° del Catai di M.Polo. Restavano 135° di Oceano con qualche isola. La sfera terrestre era stata completata nei suoi 360°. Arrivò un tale Amerigo Vespucci, fiorentino, che fece notare che, a occidente dell’Europa, c’era un Nuovo Continente. Non c’era il Catai. Uomini e animali e flora erano completamente diversi dalla descrizione di M.Polo. Aveva scoperto l’America. In quei 135° di Oceano cominciò a prendere forma il Nuovo Mondo; piano piano.

Carta Antidiluviana… che raffigurerebbe la mitica Beringia…. quando l’Alaska era unita alla Siberia…..


Quando si arriva a questi livelli …. bisogna intervenire!
La letteratura moderna riporta queste carte antidiluviane. C’è di peggio.

Questa carta (la prossima … che è stata restaurata), è di Angelino Dulcert,



mostra a quali livelli si può arrivare. La carta è del 1338 ed il Papa era ad Avignone. Se si osserva bene si noterà una bella Chiesa in quel di Roma. Immaginate questa carta prima del restauro. A Roma c’era un fiordo … antidiluviano.  Qui mi fermo sulle carte antidiluviane.
Veniamo adesso alla corrispondenza tra Toscanelli e Colombo.

Francesco Costantino Marmocchi

A Cristoforo Colombo, Paolo fisico salute! Io veggo il nobile e grande desiderio tuo di voler passar là dove nascono gli aromati: onde, in risposta di una tua lettera, ti mando la copia di un'altra lettera, che poco fa io scrissi ad un mio amico, confidente del serenissimo re di Portogallo, in risposta di un' altra, che, per commissione di sua altezza, egli mi scrisse sopra detto caso. E li mando un'altra carta nautica , simile a quella che io mandai a lui, per la quale resteranno sodisfatte le tue dimando .
La copia di quella mia lettera è questa .
A Fernando Martinez, canonico di Lisbona, Paolo fisico salute!
Molto mi place Intendere la dimestichezza , che tu hai col tuo serenissimo e magnificentissimo re: e quantunque molte altre volte io abbia ragionato del brevissimo cammino che è, per la via del mare, di qua alleIndie,dove nascono le spezierie, (il quale lo tengo più breve di quel che voi fate per Guinea, tu mi dici, che sua altezza vorrebbe ora da me alcuna dichiarazione, o dimostrazione acciocchè s' intenda, come si possa prendere detto cammino. Laonde , comecchè io sappia di poter ciò mostrarle colla sfera In mano, e farle vedere come sta il mondo, nondimeno ho deliberato, per più facilità e per maggiore intelligenza, dimostrar detto cammino per una carta, simile a quelle che si fanno per navigare. E così la mando a sua maestà fatta e disegnata di mia mano ; nella quale è dipinto tutto il fine del ponente, incominciando dall' Irlanda e procedendo ad austro fino in fondo alla Guinea,con le isole che sorgono in tutto questo tratto, di fronte alle quali, diritto per ponente, giace dipinto il principio dell' Indie, colle Isole e luoghi dove potete andare, e quanto dal polo artico vi potete discostare inverso la linea equinoziale , e per quanto spazio, cioè dopo quante leghe di cammino, potete giungere a quei luoghi fertilissimi d'ogni sorta di spezieria, e di gemme e pietre preziose. E non abbiate a maraviglia se chiamo ponente il paese ove nasce la spezieria, la quale comunemente dicesi che nasce in levante: perciocché coloro che navigheranno al ponente sempre troveranno detti luoghi in ponente; e quelli che andranno per terra a levante sempre troveranno detti luoghi in levante. Le linee rette, che In detta carta procedono per lungo, dimostrano la distanza che è da ponente a levante: le altre che sono per obliquo, dimostrano la distanza che è dalla tramontana al mezzogiorno. Ancora io in detta carta dipinsi molti luoghi nelle parti dell' India, dove si potrebbe andare avvenendo alcun caso di fortuna o di venti contrari, o qualunque altro inaspettato accidente.
Ed appresso, per darvi piena informazione di tutti quel luoghi, i quali desiderate molto conoscere, sappiate: che in tutte quelle isole non abitano ne praticano altri che mercatanti; avvertendovi esser quivi compresi gran quantità di navi e di marinari, con mercatanzie, come in ogni altra parte del mondo, specialmente in un porto nobilissimo chiamato Zaiton, dove ogni anno caricano di pepe e discaricano cento navi grosse, oltre alle molte altre navi che caricano altre spezierie.  Questo paese è popolatissimo: e molte provincia e molti regni e città senza numero, sono sotto il dominio di un principe chiamato il Gran Cane, onde il nome vuol dire re dei re, la residenza del quale, la maggior parte del tempo, è nella provincia del Cataio. I suoi antecessori desiderarono molto aver pratica ed amicizia con cristiani, e, sono dugento anni, mandarono ambasciatori al sommo Pontefice, supplicandolo, che loro inviasse savi e dottori capaci d'insegnare la nostra fede: ma per gl'impedimenti che detti ambasciatori ebbero tornarono indietro senza arrivare a Roma.
Ed ancora a papa Eugenio IV venne un ambasciatore, il quale gli raccontò la grand'amicizia che quei principi ed i loro popoli hanno pei cristiani: ed io parlai lungamente con lui di molte cose, e delle grandezze delle fabbriche regali, e della magnitudine dei fiumi in larghezza e lunghezza : ed ei molte cose mi disse maravigliose, della moltitudine delle città e luoghi che son fondati sulle rive loro ; e che sopra un fiume solamente si trovano edificate dugento città, con ponti di marmo molto larghi e lunghi, e di molte colonne adornati. Questo paese è degno tanto, quanto ogni altro che si abbia trovato; e non solamente vi si può far grandissimi guadagni e rinvenir molte cose ricche, ma oro ancora ed argento e pietre preziose, ed ogni sorta di spezieria in grande quantità, della quale mai non si porta in queste nostre contrade. Ed è il vero, che molti uomini dotti, filosofi , astrologi ed altri grandi savi in tane le arti, e di grande ingegno, governano quella immensa provincia ed ordinanole battaglie.

Dalla città di Lisbona, dritto inverso ponente , sono in detta carta ventisei spazi,ciascuno de'quali contiene dugento e cinquanta miglia,fino alla nobilissima e grande città di Quisai; la quale gira cento miglia, che sono trentacinque leghe, ed ha dieci ponti di pietra marmorea. Il nome di questa città significa abitazione celeste, e di essa si narrano cose maravigliose intorno alla grandezza degli ingegni, e alle fabbriche e alle rendite. Questo spazio è quasi la terza parte della sfera. Giace questa città nella provincia di Mango, vicina alla provincia del Cataio, nella quale sta la maggior parte del tempo il re. E dall'isola d'Antilia, della quale avete notizia e- chiamate di Sette . Città, infino alla nobilissima isola di Cipango, sono dieci spazi, che fanno due mila e cinquecento miglia, cioè dugento e venticinque leghe: la quale isola è feracissima d'oro, di perle e di pietre preziose. E sappiate, che con piastre d'oro fino cuoprono i templi e le case regali in quell’ isola ; di modo tale che, per non esserne conosciuto il cammino, tutte queste cose rimangono nascoste e coperte, quantunque ad essa si possa andare sicuramente. Molte altre cose potrei dire; ma come io ti ho già parlato anche a bocca, e conosco che sei prudente e di buon giudizio, mi rendo certo che non ti resta cosa alcuna da intendere, e però non sarò più lungo.

E questo sia per sodisfazione delle tue richieste, quanto la brevità del tempo e le mie occupazioni mi hanno concesso. E cosi io resto prontissimo a soddisfare e compiutamente servire sua altezza in tutto quello che i mi comanderà .
Da Firenze, addì 25 giugno dell'anno 1474.»



E adesso vai a mettere i 26 settori da 250 miglia romane nei 135° di Oceano.
A questo punto hanno avuto origine le mitiche carte del Toscanelli.


Ci avete capito poco? Non siete i soli. Noi abbiamo due dati fondamentali sui quali riflettere.
1° - i 225 gradi di Marino di Tiro
2° - i 26 settori di meridiano da 250 miglia romane ricordati dal Toscanelli.
Per far combaciare questi due valori ….



… ho dovuto operare come spiegato negli articoli precedenti.
Ai tempi di Marino di Tiro si disegnavano carte con i meridiani e i paralleli tutti dritti e uguali tra di loro (griglia di quadrati). La grande svista si è avuta quando questa griglia di quadrati è stata stimata da 10 e 5 gradi. Marino di Tiro ha visto 22,5 settori di meridiano che ha stimato da 10 gradi. In realtà erano 22,5 settori da 9 gradi. Oppure erano 45 settori da 4,5 gradi.

A questo punto si capiscono i 26 settori da 250 miglia ricordati dal Toscanelli. 26 settori su 80.


Rolando Berretta


sabato 19 marzo 2016

Antiche carte : tutto da rivedere


Verso la metà del 1.200 fece la sua comparsa uno schema particolare:




Questo schema completava una carta geografica che poteva misurare, con le coordinate geografiche, una decina di gradi oppure un intero emisfero.
Come si realizzava? La spiegazione arrivò nell’anno 1594. (Dopo 3 secoli!)

Della carta dei Marinai e della marcatura di questa.            
THOMAS BLUNDEVILLE  -    LONDRA -1594
(Tratto da : le Mappe delle Civiltà Perdute – Charles H. Hapgood. Ediz. Italiana a cura di Luigi Cozzi)

Innanzitutto disegnate, con un paio di compassi, un cerchio tanto grande quanto pensate possa adattarsi alla vostra carta, il quale cerchio rappresenterà l’Orizzonte; poi dividetelo in quattro quarti uguali, tracciando due diametri…  (dopo vari passaggi) … contrassegnate la parte del Nord con un fiore e quella dell'Est con una croce.     E prosegue:
Poi dividete ogni quarto del suddetto cerchio con i vostri compassi in due parti uguali, mettendo le punte nel mezzo di ogni quarto …   Mi fermo qui.
Questa è una parte della -spiegazione ufficiale- per la realizzazione della ragnatela; salvo con il ritrovarvi il supporto cartaceo tutto bucherellato dalle punte del compasso; fori che dovrebbero essere ancora rilevabili.
Nell’anno 1569 Gerardus Mercator …



sembra suggerire, con il suo Organum Directorium, un sistema completamente diverso.
Basterebbe disegnare un quadrato (con le sue due diagonali e croce centrale) e, poi, scomporre i relativi 4 angoli interni, del quadrato, in 2, 4 e 8 parti grazie all’ausilio di un goniometro.


Questo è l’Organum Directorium di Gerardus Mercator  (quello della celebre proiezione
cilindrica). Mercatore (in italiano), nelle sue spiegazioni, utilizzava questo strumento, invece, per i suoi complicatissimi calcoli per stabilire la distanza tra 2 località; della cartografia con la “ragnatela” ignorava tutto.   Per me, lo ripeto, quello strumento serviva solo per creare la ragnatela.

Se vi dicessi che esiste un metodo veloce, pratico e preciso per realizzare la ragnatela …





al quale sono arrivato … meglio non ricordare il passato! Avevo finito i fogli bianchi ed ero ricorso ai quadernoni a quadretti. Da quel momento mi si è chiarito tutto.


Anticipo: i quadretti, successivamente, hanno evidenziato i –loro- gradi.
Sull’asse est/ovest si hanno 80 (ottanta) settori di meridiano da 4,5°;  80x4,5=360.  

Ricordate la celebre lettera inviata da Toscanelli a Colombo? Alla fine terminava con un:
“P.S. dalla città di Lisbona in linea retta verso ponente sono indicati nella carta 26 (ventisei) spazi, ciascuno di 250 miglia, fino all’illustrissima città di Quinsai. Questa città è situata nella provincia di Mango, vicina alla provincia di Catai. Dall’isola di Antilia, che tu conosci, fino all’isola di Cipango ci sono 10 spazi (dieci)…”

I settori sono 80 e, sopra  Lisbona, sono 80 settori da 250 miglia pari a un totale di 20.000 miglia romane. (provate a rifare i calcoli convertendo le miglia romane in chilometri).
Toscanelli sapeva la misura dei singoli settori ma ignorava quanti fossero in totale.

80 settori di meridiano da 4,5 gradi (4°30’).
20.000 miglia romane equivalgono a 29.600 chilometri.




Dai dodici cerchietti rossi, sul giro di compasso, e da quello centrale si debbono tracciare tutte le rette possibili che scalano di 1 (una) unità ogni 5 (cinque). La ragnatela prenderà forma.

I cerchietti rossi vengono definiti Bussole Minori mentre, quello al centro, viene definito Bussola Maggiore dagli addetti. Addetti che non sanno dare un nome a questo particolare schema. Viene chiamato schema portolano.  Le bussole minori sono 16. Con il mio schema se ne ottengo 12 direttamente. Le quattro mancanti si otterranno, successivamente, completando lo schema.



Si completa con tanta pazienza! (Occhio alle croci: sono fondamentali.) Si può raddoppiare lo schema.



 Andate, poi, al Liber Secretorum fidelium Crucis e alle carte di Pietro Vesconte.(Croci – plurale.)


E, poi, si può iniziare seriamente: ( vetrata di Opicino de Canistris – Pavia). Occhio alle croci!



Per passare, poi, agli altri autori dal 1300 in poi e alle varie, loro, successive scale.



Equatore, Tropici e Circoli Polari non vanno mai spostati.
E’ un gioco da ragazzi. Piano piano si entra in un mondo nuovo!
(Ho raddoppiato il numero dei quadretti per realizzare le varie scale minori.)



Utilizzo dello schema RoBer a base 34; con Primario da 26 e secondario da 13.

Lo schema Rober va bene, anche, con una moderna proiezione omalografica:
Poli, Circoli Polari, Tropici ed Equatore sono precisi.


Però: siamo sicuri che il secondario segnali Alessandria? Alessandria è sul mare.


Tutta la cartografia, con gli schemi -a ragnatela-, sembra che indichi Alessandria d’Egitto. Usando una moderna proiezione omalografica si scopre che …. forse non siamo su Alessandria. Curioso!



Questo discorso serve, solo, per avere un Meridiano sicuro. Un conto è Gyza mentre cosa diversa è Alessandria. Esempio: se il meridiano centrale cade su Alessandria allora la Raya, ultima linea azzurra dello schema, a Ovest, cadrà a una certa distanza considerando che sono 17 settori da 4,5 gradi.                 Ricordate la strabiliante favola che si racconta sulle misure di Eratostene?
Ai tempi di Eratostene il Tropico cadeva a 23°43’ e l’ombra, ad Alessandria, sarebbe stata di  7° 29’  (7,48°).      Il Tropico a 24° si ebbe ai tempi della Grande Piramide. (I Tropico, oggi, è a 23°27’)
Eratostene ha ci ha riportato delle misure vecchie di 2.000 (duemila anni). C’è stato un tempo che la Terra aveva il Tropico del Cancro a 24° nord. Se avesse, veramente, effettuato quelle due misure avrebbe avuto dei valori diversi. Il pozzo di Kom Ombo, grande osservatorio astronomico, è il pozzo di Eratostene; è posto a 24°28’ nord. La piana di Gyza è a 6gradi dal vecchio Tropico. 6 gradi sono 1/60 del grande cerchio dell’Equatore. Eratostene visitò il Tempio e il relativo Pozzo prima di arrivare a Sjene. Parlò con i Sacerdoti e  ci ha propinato la bella favola del 1/50 della misura dell’Equatore. Non sapeva che la Terra cambia l’inclinazione (precessione)?






Un quadrato e un cerchio che originano un altro quadrato e un altro cerchio; le loro scale.

Si può, volendo,  passare da due schemi affiancati a un solo schema centrale.


Per quest’ultimo passaggio sono indispensabili le 32 linee … della Rosa dei Venti.
Riassumendo:
per realizzare la  Ragnatela si può usare il metodo di BLUNDEVILLE: solo compasso.
C’è il metodo dell’Organum Directorium; riportato da Mercatore: disegnato un quadrato scomporre i quattro angoli  in 2-4-8 parti.
C’è il metodo dello Schema RoBer a base 34 (unità) con Primario da 26 e Secondario da 13.





E’ tutto molto semplice.
Poi si arriverà alla proiezione lasciataci da Mercatore: occhio al Secondario.


Ne vogliamo parlare …. schemi alla mano?  Quella, sua, celebre proiezione, con quella particolare disposizione dei paralleli, ha …. tutt’altra origine DIMOSTRABILE.








Mercatore ha dimenticato di spiegarci come si crea quella proiezione e  come va usata.

Ho notato che molti studiosi hanno provato a spiegarci TUTTE queste carte sia con la cartografia moderna sia con la matematica. La ragnatela di linee viene completamente ignorata.  Non hanno, mai, tirato una sola linea.
Mi si permetta di dare un consiglio:  prima si prenda confidenza con la ragnatela e …

...e, poi, si può passare alle problematiche importanti: tipo la distanza tra A e B misurata in A-X nella proiezione di Mercatore. La Proiezione Cilindrica è altra cosa.


Quindi : prima la Ragnatela e, poi, tutto il resto



Vorrei ricordare una segnalazione che ci è pervenuta attraverso Erodoto.
Erodoto – Storie libro IV
8) …. ecco invece cosa narrano i Greci residenti sul Ponto. Eracle, spingendo i buoi di Gerione, sarebbe giunto nella terra ora occupata dagli Sciti, allora desertica. Gerione risiedeva lontano dal Ponto, abitava nell'isola detta dai Greci Eritia, al di là delle colonne d'Eracle, di fronte a Cadice, nell'Oceano. L'Oceano, dicono i Greci, ha origine nell'estremo oriente dove sorge il sole e scorre tutto intorno alla terra (così dicono, ma non sanno dimostrarlo concretamente)….

Come dire, con Erodoto, buscare l’Occidente passando per l’Oriente. Ed era cosa risaputa.

Alcune stranezze.
Ho inserito due differenti Carte del Mercatore nel mio schema e ho fatto combaciare i paralleli.
La cornice della carta in bianco/nero, a nord, è esterna al mio schema mentre quella della carta a colori è interna.


Altra stranezza:
Cum inscriptionibus necessariis occupatus oceanus sufficientia Directoria recipere nequat, et terra in qua eorundem non Exiguus est usus nulla, coacti fuimus hoc Organum Direttorio addere, ut duorum quorumlibet locorum ad invicem respectus et inde habitudo peti possit. Debet autem prima locus, ad quem alterius respectum quaerimus, latitudinem NOTAM habere, et in eadem sub Primo Meridiano Organi situs intelligi. Duo autem huic primo Directoria applicuimus, quorum superius serviet cum prima locus majorem habet latitudinem, quam Secundus, inferius cum minorem, ex utriusque centro filum….

Mercatore afferma che, avendo già riempito gli oceani con le –legende- necessarie e che sulla terraferma ne aveva messe lo stretto necessario, non ha potuto utilizzare tutti i rombi (ragnatele) necessari.
Ma quanti ne doveva mettere?


Ad una attenta osservazione sembra che abbia utilizzato le linee degli schemi solo per allineare bene i singoli fogli che compongono la carta. Sono 18 parti e le rose dei venti sono da 32 linee.


Adesso proviamo a ricordare quanto affermato dal Toscanelli: davanti a Lisbona sono 26 settori da 250 miglia. Passiamo a Marino di Tiro e alle sue misure contestate da Tolomeo. Marino affermò che dalle Canarie alla fine dell’Asia erano 225°.
Mettiamo insieme le due affermazioni:

dalle Canarie alla fine dell’Asia c’erano 22,5 settori stimati da 10°. In realtà sono 22,5 settori da 9° di meridiano. Oppure 45 settori da 4,5° . Completato il planisfero si scopre che i settori da 4,5° di meridiano sono in totale 80. E sopra Lisbona sono 80 settori da 250 miglia per un totale di 20.000 miglia romane.

Quindi:



…le mie modifiche all’Organum Directorium sono giustificate. Adesso tutto torna.

Eratostene non solo ha misurato, per primo, la lunghezza dell’Equatore ma ….

… è stato il primo a segnalare il mitico Parallelo di Rodi. Quel parallelo che passa su Gibilterra, sullo Stretto di Messina e sull’Isola di Rodi.

Peccato! Se prendiamo una Terra sferica e la vediamo piatta ci accorgiamo …. che il Diametro del Tropico del Cancro ha stupito Eratostene. 


Permettetemi un piccolo sfogo personale. Restiamo in Egitto.
In Egitto c’erano degli abilissimi tenditori di corde. Misurarono tutto l’Egitto in lungo e largo.
Se si prende la distanza tra le città di Sjene e Babilonia ( o Menphis con la sua necropoli di Gyza)
e la moltiplichiamo per 60 otteniamo la lunghezza dell’Equatore. Le due città hanno una differenza di latitudine di 6 gradi. 6 x 60 = 360.  Per un Egiziano era abbastanza semplice.  Claudio Tolomeo riporta come misura dell’Equatore 24.000 miglia romane invece delle 27.000 reali. Sicuramente qualche autore arabo ha scritto 4 invece di 7. (Succede). Mi ha sempre meravigliato il fatto che nessuno sapesse misurare correttamente l’Equatore fino a tempi abbastanza vicini. Curioso.

A Proposito della città di Babilonia ( e Troia) in Egitto.
Diodoro Siculo – libro I°
Si parla del grande faraone Sesosis o Sesostris che conquistò mezzo mondo. Fu il primo a costruire navi da guerra..    Cap 50 ….Sesoosis, liberati i sudditi dalle incombenze della guerra …. Etc etc.
E’ tutto spiegato in Diodoro. In alcune carte rinascimentali si trova una bella Torre “crollata” dove c’è la città di Babilonia; quella egiziana.  (vedasi la Cantino e il planisfero di Nicolò Caveri).

Non vorrei che la mitica Torre di Babele …. 



Rolando Berretta

lunedì 7 marzo 2016

Pont’Ezzu - Illorai



Pont’Ezzu o ponte del diavolo si trova nel territorio di Illorai all’interno del Goceano sul fiume Tirso. 


Fu probabilmente edificato in età romana subendo distruzioni e rifacimenti, finché, in epoca medievale, fu sistemato definitivamente ad opera di maestranze pisane.


V. Angius nel Dizionario geografico storico-statistico-commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna, III, Torino, 1836, riferisce un’antica tradizione non suffragata da dati storici che attribuisce la costruzione del ponte alla volontà di Eleonora d'Arborea.


Il ponte, che poggia sulla roccia granitica, presenta un profilo a schiena d’asino che agevola il passaggio da una sponda all'altra del fiume.

 
Si compone di tre arcate a tutto sesto, quella centrale è più ampia ed alta delle laterali, che in antico fungevano da sfiatatoi per contrastare le piene del Tirso.


 









Il monumento è lungo 35 metri ed è il meglio conservato della Sardegna, purtroppo fino ad ora sono stati condotti pochi studi e si presenta pressoché inedito.


Fabrizio e Giovanna