mercoledì 31 maggio 2017

In difesa di Toscanelli



Questo riportano dall’Osservatorio  di Arcetri, sul loro sito:
www.arcetri.astro.it/~ranfagni/CD/CD_TESTI/TOSCNLLI.HTM
 …. Toscanelli esercitò un'influenza decisiva sulla decisione di Colombo di prendere il mare in cerca delle Indie orientali navigando verso Ovest. Toscanelli scrisse una lettera nel 1474 a un canonico portoghese, Ferdinando Martinez, che aveva avuto modo di conoscere in Italia, in cui sosteneva che la via più breve per raggiungere le Indie era proprio quella di navigare verso occidente. Per dare più valore alle sue idee Toscanelli allegò alla lettera una carta del mondo preparata da lui stesso, da cui risultava la superiorità della via occidentale rispetto alla circumnavigazione dell'Africa (che era la rotta tentata dai Portoghesi a quel tempo).



Ricostruzione ipotetica, in proiezione cilindrica, della carta inviata da Paolo dal Pozzo Toscanelli a Cristoforo Colombo
Nella lettera del 1474 Maestro Paolo scrive:
A Ferdinando Martinez, canonico di Lisbona, Paolo fisico salute.
...E quantunque molte altre volte io abbia ragionato del brevissimo camino, che è di qua alle Indie, dove nascono le specierie [ovvero le spezie] per la via del mare, il quale io tengo più breve di quel che voi fate per Guinea.....ho deliberato per più facilità e per maggiore intelligenza dimostrar detto camino per una carta, simile a quelle che si fanno per navigare et così la mando a Sua Maestà, fatta e disegnata di mia mano, nella quale è dipinto tutto il fine del ponente.... ..Dalla città di Lisbona per diritto verso ponente sono in dette carta ventisei spatii, ciascuno de'quali contien dugento cinquanta miglia fino alla nobilissima et gran città di Quisai...
La lettera è scritta supponendo che il lettore abbia dinanzi agli occhi la carta allegata. Toscanelli nel resto della lettera argomenta che 26 spazi di 5 gradi, tanta era l'ampiezza dei fusi in cui era divisa la carta, sono quasi la terza parte della sfera terrestre, ma cita anche l'esistenza di un'isola, detta Antilia, intermedia, che potrebbe essere l'arcipelago delle Azzorre, e da questa ipotetica Antilia ci sarebbero stati solo 10 spazi di 5 gradi ciascuno per raggiungere il mitico Cipango [Giappone]. Paolo riduce quindi la distanza tra Lisbona e le Indie a sole 6.500 miglia. A questa lettera ne fa seguito un'altra, scritta direttamente a Colombo. Toscanelli non dice niente di nuovo, ma dichiara di spedire a Colombo copia della lettera inviata al canonico Martinez e invia anche un'altra copia della carta nautica.
Toscanelli, nelle sue lettere a Colombo, sbaglia sia la differenza di longitudine tra Lisbona e le Indie, che è di circa 160°, sia la lunghezza del grado espressa in miglia. L'impresa di Cristoforo Colombo si fonderà quindi su due errori geografici, che derivano da misure astronomiche imprecise e da errate conversioni tra unità di misura; questi errori, però non vanno attribuiti al solo Toscanelli, essendo radicati nella cultura del tempo. ….  ( Fine del pezzo di Arcetri.)
Premesso che queste carte sono opera del Wagner:  (è scritto in basso a sinistra della carta)





Recita la Wikipedia:
Hermann Wagner (Erlangen1840  Bad Wildungen, 1929) è stato un geografo tedesco.
Docente all'università di Königsberg dal 1876 al 1880 e all'università di Gottinga dal 1880 al 1920, fu collaboratore della casa editrice Justus Perthes e direttore del Geogr. Jahrbuch. Fu autore di un celebre Trattato di geografia generale, il terzo volume del quale è dedicato alla ricostruzione della carta di Paolo Dal Pozzo Toscanelli [1] con una serie di riferimenti storico-geografici. Presso la casa editrice di Gotha pubblicò il Sydow-Wagners Metodischer Schul-Atlas nel 1908.
1 - Die Rekonstruktion der Toscanelli - Karte v. J. 1474 un die Pseudo - Facsimilia des Behaim-Globus v. J. 1492, Gotha 1894 N. 3 pp.208-312   (fine del pezzo da wikipedia)
Nel 1860, si è chiarito un grande mistero:    Sono saltate fuori le due lettere del Toscanelli indirizzate a Colombo; scritte in Latino: erano tra i carteggi di Papa Pio II.

( da : Historia rerum ubique gestarum – di Enea Silvio Piccolomini o Papa PioII )

Pio II – Enea Piccolomini - nacque a Corsignano il 18 ottobre 1405 e morì ad Ancona il 14 agosto 1464.                         Mio personale giudizio:






il Wagner si è ispirato alle carte del veneziano Alessandro Zorzi che operò dal 1503 al 1506?
Recita, inoltre, la lettera:
… Sua Altezza vorrebbe da me una dichiarazione o una dimostrazione per rendere possibile anche a una persona di media cultura di capire e intraprendere questo cammino. Io potrei fare ciò tenendo una sfera in mano ….
Toscanelli prosegue dicendo che indicherà la rotta su di una carta simile a quelle che si usano per la navigazione. La carta mostra pure a che distanza bisogna mantenersi, durante la traversata, dal polo Artico e dalla Linea Equinoziale e quante miglia bisogna percorrere per giungere alle terre fertilissime delle Indie…




L’Autore della ricostruzione ha impostato una carta con 135° sull’asse est/ovest e di 65° sull’asse nord/sud. Ha diviso in 26 parti la distanza tra Lisbona e le coste del Catay e…. poi non riesco a seguirlo. I settori da 500 miglia romane all’Equatore sono identici fino al C.Polare Artico.
Inoltre: per ogni 4 settori (1.000 miglia) ci sono 15° di meridiano a tutte le latitudini.




Se ritornate alla prima carta del Toscanelli, quella a colori, noterete che è sparita la cornice con i gradi. Ci sono solamente i settori.  (36 settori …. stimati da 5°? Per un totale di 180°?) 
Se si resta a Tolomeo …. dalle Azzorre al Golfo di Cattigara sono 180° . (Questa misura non si discute).
Grosso modo questa è la configurazione delle terre sui 360°. 180° di terre tolomaiche e 45° del  Catai di Marco Polo; e sono 225° . (225° come aveva detto Marino di Tiro). Mancano 135° di Oceano.   E sono 360°
Piccolo approfondimento:
Dopo questa lunga premessa, se permettete, aggiungo due  mie carte e il mio pensiero.





Uso le mie, solite, carte per spiegare i settori da 250 miglia romane ricordati dal Toscanelli.
Avete appena letto (riportato da Arcetri) : La lettera è scritta supponendo che il lettore abbia dinanzi agli occhi la carta allegata. Toscanelli nel resto della lettera argomenta che 26 spazi di 5 gradi, tanta era l'ampiezza dei fusi in cui era divisa la carta….
Datosi che la lettera recita: P.S. dalla città di Lisbona in linea retta verso ponente sono indicati nella carta 26 (ventisei) spazi, ciascuno di 250 miglia, fino all’illustrissima città di Quinsai. Questa città è situata nella provincia di Mango, vicina alla provincia di Catai. Dall’isola di Antilia, che tu conosci, fino all’isola di Cipango ci sono 10 spazi (dieci)….




Datosi che 26 spazi da 250 miglia romane, davanti a Lisbona,  non sono (e non corrisponderanno assolutamente a …) 26 settori da 5° di meridiano,  prima di dire che Toscanelli ha sbagliato, io cercherei di capire meglio il tutto.  Abbiamo un solo dato sicuro: i 26 settori da 250 miglia romane. 
Chi ha tirato fuori i 5° non ha letto le lettere del Toscanelli.
Vorrei attirare la vostra attenzione sull’ultima mia carta: quella dove è inserita parte dell’Africa.
Roma si trova a 41°  53’  35”  di latitudine nord. (Wikipedia)
Se si va sul parallelo posto a 42° 24’ 34’’ (42,40949) e lo si misura in miglia romane si ottiene il valore di 20.000. Quindi in un solo emisfero sarebbero 10.000 miglia romane. Questo valore posso dividerlo in 5.000 o 1.000 o 500 o 250 o 100.
Posso affermare che quel parallelo può essere diviso in 80 parti di meridiano da 4,5° e da 250 miglia.                  I calcoli si fanno facilmente.





Avete presente lo sviluppo dell’Impero Romano??
All’altezza delle Isole Canarie abbiamo 80 settori da 300 miglia mentre a metà Bretagna si hanno 80 settori da 200 miglia romane…..
Questa è la situazione approssimativa.  Come misure sono … stimolanti per ulteriori studi di approfondimento….






… e si ritorna al punto di partenza. Un planisfero da 80 x  40  settori  dove ogni settore vale 4,5°.
I Tropici cadrebbero a 22,5°  o  22° 30’  e i C.Polari a 67,5°  o  67° 30’ 
I 90° sarebbero divisi in 10 parti da 9° invece delle  attuali 9 parti da 10°.
  (E’  pura fantascienza. E’ solo teorica! Sarebbe una Terra con la minima inclinazione; brrrrr!)
E …. adesso  vediamo se tornano i conti a quanti tirano in ballo i 5° di…. Toscanelli.



Ho rimesso la cornice mancante.  I gradi sono sulla cornice esterna.
(notasi che la ricostruzione della carta del Toscanelli riporta la stessa zona della carta di Zorzi)

Se il Wagner voleva raffigurare le terre contenute in 180°, un solo emisfero, partendo dal Golfo di Cattigara, doveva terminare la sua carta all’altezza delle isole delle Azzorre.
Lui è arrivato fino alle Baleari.
Se il Wagner mi imposta una carta, con una cornice graduata di 135° sull’asse est/ovest, mi fa capire che era sua intenzione raffigurare il solo Oceano Occidentale. Magari voleva evidenziare le sole isole in esso contenute. I suoi studi riguarderebbero le conoscenze geografiche del periodo del Toscanelli. Se osservo le sue due carte, che ho riportato, scuoto la testa perplesso.
Sicuramente mi metterò a studiare il Toscanelli con quei pochi valori ricordati dallo stesso Toscanelli. Sicuramente non mi permetterei di dare giudizi sul Toscanelli utilizzando le carte e gli studi  del Wagner.    Il Wagner andrebbe studiato a parte!


Darei la precedenza al Miglio Romano. Darei la precedenza ai 26 settori da 250 miglia davanti a Lisbona.

1 miglio romano =  Km  1,480:  interessante quando la si riporta sui diversi paralleli.  











 Rolando Berretta

giovedì 6 aprile 2017

Il parallelo di Alessandria



Ricordate l’articolo pubblicato in data 20 marzo 2013 dal titolo :
Qual è il significato del nome Gennargentu? Abbiamo iniziato.
Abbiamo visto, poi, la differenza delle diverse inclinazioni nel giro di compasso…


Abbiamo conosciuto i portolani di Dulcert (1339) e di Opicino (1334). Oggi presento il portolano dei fratelli Pizzigano; siamo a Venezia nell’anno 1367. (Occhio al P.di Alessandria!)
Sono due quadrati da 14 unità; sono 14 x 28 quadratini o unità. 


Ho ripassato i profili costieri e i due giri di compasso. Questi ultimi mi hanno creato qualche problema. Se si impostano due giri di compasso, con raggio da 6 unità, ci ritroviamo con uno schema generale di 12(dodici) unità sull’asse nord/sud e 24(ventiquattro) sull’asse est/ovest.


Nella carta dei fratelli Pizzigano ho notato una cosa curiosa: per avere gli stessi profili costieri di tutti gli altri portolani (facendoli combaciare sovrapponendoli)  debbo impostare uno schema con 14(quattordici) unità sull’asse nord/sud e 26(ventisei) sull’asse est/ovest. Il parallelo di Alessandria, parte dello schema, è ben allineato.
Il tutto si presenta così rispetto agli altri schemi portolani:


Questo è un aspetto da approfondire in un secondo momento; se converto gli ovali in cerchi dilaterò ancora di più le terre. Ora vorrei segnalare una caratteristica della famiglia Pizzigano di Venezia.



Nella carta dei Fratelli Pizzigano, in basso a sinistra, è segnalata l’isola di Bracir. (Non confondere con l’isola di Brazil posta sulla sinistra dell’Irlanda!).  E’ il periodo che l’Atlante Catalano riporta le isole SALUAGE nella stessa posizione. Passiamo a Zuane Pizzigano; un parente diretto. 



Siamo sempre a Venezia nell’anno 1424. (ho inserito, anche, una carta di Pietro Vesconte) 

Per la prima volta compare l’isola di Antilia. Per Amerigo Vespucci e per Piri Reis è l’isola scoperta e colonizzata da Colombo; sarebbe l’isola di Spagnola (Haiti). Per Sebastian Ruysch (1504)… meglio seguire la “legenda” che recita:
-“Ista insvla Antilia aliqvando a Lusitanis est inventa, sed modo qvando qvestvr non invenitvr. Invente svnt in illa gentes qve Hispanica lingva loqvvntur, qve tempore Regis Roderici, qvi vltimvs in Hispania tempore gotorvm rexit, ad hanc insvla a facie Barbarorvm, qvi tvnc Hispaniam invaserant, fvgisse credvntvr. Habent hic 1 archiepiscovm cvm 6 aliis episcopis, et qvilibet illorvm svam habet propriam civitatem, qvare a mvltis insvla 7 civitatvm dicitvr. Hic popolvs christianissime vivit, omnibus divitiis secvli hvivs plenus”-.  (Spero di non aver fatto errori).
Per la carta del Ruysch, come per quelle dei Pizzigano, vedere la Wikipedia: oggi vi si trova di tutto. Ruysch posiziona l’isola di Antilia, scoperta dai Portoghesi quindi prima della Raya, in posizione ambigua. Quella zona, Ruysch, l’ha ricreata dai resoconti dei viaggi. 
Altra segnalazione di Antilia ci viene dal Toscanelli quando scriveva a Colombo:
Da Lisbona a Qinsai sono ventisei spazi da 250 miglia. Dall’isola di Antilia, della quale avete notizia, e chiamate di sette città, fino alla nobilissima Cipango, sono dieci spazi pari a 2.500 miglia.
 Per la distanza da Cipango al Cataio ha rimediato Marco Polo. Quel Marco Polo che ha fatto intuire la visita dei Veneziani sulle coste delle Antille. Marco Polo segnala, per le sepolture nell’isola di Cipango, l’uso delle PERLE ROSA.  Le perle rosa si trovano solo nei Caraibi. Solo in quella zona.
Quindi? Quindi quelle isole riportate dai veneziani Pizzigano erano già state visitate.
Mentre argomentavo di Antilia  e degli abitanti ferventi cristiani e delle Perle Rosa di Marco Polo … l’occhio ha colto una particolarità degli schemi.

Osservate come si comporta il parallelo di Alessandria in uno schema da 12 x 12 unità e come si comporta in quello da 14 x 14 unità:

Prima espongo quello misto… (occhio alla linea rossa)


Poi solo quello da 14 x 14 unità


Ho dato la precedenza agli schemi; su Antilia, o Antilla, ci sono molti specialisti. Sugli schemi.. nessuno.
Torniamo agli OVALI!

Utilizziamo due GRANDI CARTOGRAFI:  Angelino Dulcert (o Opicino) e confrontiamolo con Grazioso Benincasa.
Quando i nostri fraticelli impostarono i primi portolani… lo fecero su di una base quadrata di 90x90 considerando lo sviluppo tra Polo ed Equatore nel seguente modo:


I due giri di compasso erano perfettamente circolari. Poi si passò allo schema a 34 unità (RoBer) con giri di compasso da 26. A questo punto è successo……


Il vecchio schema da 18 x 18 unità (90°) è stato trasformato in 17 unità sull’asse nord sud mentre è rimasto da 18 sull’asse est/ovest. Solo che,  per rispettare il parallelo di Alessandria sono stati costretti a sollevarlo di una unità dall’Equatore. (confronto con Grazioso Benincasa)
Riassumendo : Se cercate di fare una sovrapposizione diretta tra i Vecchi Portolani e i PROFILI dei nuovi planisferi, non meravigliatevi se trovate i Portolani ovalizzati.
Se poi siete pignoli e volete capire lo schema di Piri Reis…
Piri Reis ha utilizzato un giro di compasso da 26; quindi utilizzò la schema da 34 unità. Solo che è partito da una unità da sopra il Polo.  
Datosi che alcuni autori hanno usato il parallelo di Capo Verde  come parallelo centrale e hanno terminato gli schemi sul C.P.Antartico… i 3 settori mancanti li ritrovo sopra il Polo Nord.


Ritorniamo ai Pizzigano (2 da 14x14) e a Dulcert (2 da 12x12) i profili costieri…
non cambacieranno mai.  Se faccio combaciare i profili costieri ottengo degli ovali…


Dulcert 2 da 12 x 12, Pizzigano 2 da 13 x 14.  (occhio al Tigri e all’Eufrate!)

In questa situazione si avrebbe Alessandria in due posizioni diverse. Allora?


E’ bastato un piccolo accorgimento ….


La costa siriana e quella egiziana sono rimaste inalterate.
Questa è la situazione.


Ci avete capito poco a proposito del parallelo di Alessandria? Andate al Museo navale di Barcellona

…. e vi trovate davanti a questo capolavoro! Sarà che è scritto in lingua catalana ….
Se esponessero una copia del vero Atlante Catalano ….



Chiedo scusa per l’immagine che segue ….


(chiedo scusa agli autori dei due personaggi trovati in rete: erano perfetti!) 
Permettetemi di dare un consiglio:


Realizzate questo semplicissimo schema, 


Abituate l’occhio a vedere la doppia croce (verde e arancione)....
Potete raddoppiare il numero dei quadratini e realizzare uno schema come quello che contiene l’Atlante Catalano. 
Se imparate ad usare linee che scalano di una unità ogni cinque … potete buttare il compasso.


Il compasso buca la carta.               Potete divertirvi con Giovan Battista Agnese …


fino ad arrivare a Vesconte Maggiolo.


F. Pizzigano (wikipedia)

Rolando Berretta

























mercoledì 8 marzo 2017

Amerigo Vespucci, Alonso de Ojeda e la carta di Juan de la Cosa - II parte


Questa  parte l’ho dedicata al Golfo del Bengala.
Di conseguenza, anche,  all’INSULA   IVCATAN.  
Ho notato alcune curiosità: Il Golfo del Bengala e la Zona Caraibica distano 180° .
Ambedue sono attraversi da Tropico del Cancro.
Se per un motivo qualsiasi (possibile ipotesi:  scrittura originale sul Golfo del Bengala, in cinese o indiano) lo faccio ruotare di 90° mi ritrovo  con quella curiosa isola IV Catan(***).
Questo lo si evidenzia, meglio, con le successive carte del Golfo del bengala del 1.600.
Nei primi decenni del 1500 si ha questa configurazione:




si comincia a fare chiarezza sull’India, sul Golfo, su  Sumatra,  su Giava e dintorni.
Le mitiche 3 Indie di Marco Polo vengono messe da parte.

Precedentemente i nativi Americani vennero chiamati Indiani.  Quelle erano le Indie.
Però c’è qualcosa che non mi convince:


Ho cercato di vedere la carta di Juan de la Cosa con un altro occhio.
Ho messo l’immagine di San Tommaso, l’Apostolo, che fu ucciso in India.

Eppure qualcosa c’è!  E’ da studiare meglio.
Se ci aggiungo l’isola ISABELLA  della Cantino fatta con i pezzi del Giappone e quella curiosa isolona australe fatta con i pezzi dell’ Australia, poi ribattezzata insula Vera Cruz, mi fa intuire che quell’isolone era conosciuto come l’Isola della Croce del Sud. Se ci aggiungo che in Australia ci sono più di 50 specie di Pappagalli…  (la Cantino riporta pappagalli e si indica il Brasile!)
Così Colombo nella lettera sul Primo Viaggio:

Alla prima che trovai posi nome San Salvador, in commemorazione della sua alta maestà, che meravigliosamente ci guidò in tutto questo viaggio. Gli Indiani l'appellano Guanaham. (los Indios la llaman Guanahani) Alla seconda posi nome l'isola di Santa Maria della Concezione, alla terza Ferrandina, alla quarta la Isabella, alla quinta  l'isola Giovanna; e così a ciascuna un nome nuovo. Quando io giunsi alla Giovanna, seguitai la sua costa al ponente, c la trovai tanto vasta, che pensai fosse terraferma, la provincia del Catai…    (e gli è sfuggito il nome Indios o Indiani.)
Questa è la mitica ISABELLA della Cantino; che sarebbe la IV isola ricordata da Colombo.




Sui rapporti tra Colombo e Papa Innocenzo VIII  (Cybo) vedere i libri di Ruggero Marino.
 Innocenzo VIII: al secolo Giovanni  Battista  Cybo  -Genova, 1432 – Roma, 25 luglio 1492-   
Prima Giovanna poi Cvba (o  Cyba?)
Colombo, quando descrive questa particolare isola, la chiama Giovannain linea retta da occidente ad oriente, lungo l'isola Giovanna, secondo il quale cammino posso dire che questa isola è maggiore d'Inghilterra e Scozia unite. E aggiunge: In vero il sole ha qui gran forza, posciachè si è lontani dalla linea equinoziale XXVI gradi.
(e parlano male di Vespucci! Colombo, quell’isola di Giovanna, la vista sulle carte!)
Nella raccolta di Lettere Autografe di Cristoforo Colombo, pubblicata da G. Daelli, su Biblioteca Rara,  Troverete anche un discorso su C.Colombo di Cesare Correnti. Cesare Correnti ci ricorda tutti i marinai Genovesi e Veneziani che esplorarono l’Africa.
Ricorderei che negli archivi del monastero di S.Michele di Murano (Venezia) dove lavorava Fra Mauro c’è ancora la ricevuta del lavoro commissionato da Alfonso V (Re del Portogallo). Com’era fatta l’Africa, i Portoghesi, lo appresero da quel mappamondo. C’era Capo Diab dove ci sarà Capo di Bona Speranza.

Cristoforo Colombo: storia della sua vita e dei suoi viaggi sull' appoggio di documenti autentici raccolti in Ispagna ed in Italia del conte Roselly de Lorgues ...
Di Roselly de Lorgues, Tullio Dandolo
Pubblicato da Volpato e comp., 1857
Originale disponibile presso la Oxford University
Digitalizzato il 12 apr 2007

…..aveva veduto così spesso la morte vicina , che non l'avrebbe temuta d'avvantaggio ora che in altre occasioni. Ciò che cresceva viemmaggiormente il suo dolore, era pensare che cagionava la perdita di tali che lo avevano seguito contro voglia, e che nella loro suprema disperazione all'ultim'ora, lo avrebbero maledetto, accusandolo della loro trista sorte. Egli pensava altresì a' suoi due giovani figli , che studiavano a Cordova, ed erano per diventare orfanelli sovra una terra straniera , in cui giacerebbero senza protezione, perché i Monarchi , ignorando qual servizio aveva lor reso il padre, non provederebbero a que' poveretti.
ln mezzo alle lamentazioni dell'equipaggio, ai turbini di pioggia, a' colpi delle onde, agli scrosci della Nina mezzo annegata, e a tutte l'altre traversie, superando l'oppressione di quel faticare prolungato, Colombo entrò nella sua stanzuccia: quivi con ferma e rapida mano, non ostante lo spaventevole saliscendi della nave, scrisse in furia su d'una pergamena il riassunto delle sue scoperte. lo avviluppò in un altro foglio, sul quale egli supplicava chi s'imbattesse in quel piego di portarlo alla regina di Castiglia, promettendo in nome di lei una ricompensa di mille ducati: chiuse quel dispaccio in una tela cerata, la improntò del suo sigillo, poi lo mise in un grosso pezzo di cera, che collocò in un barile vuoto: chiuso questo ermeticamente. Indi lo fece géttare in mare. L'equipaggio non vide in questa offerta ai flutti che l'adempimento di un voto segreto.
Per la tema che le correnti non trascinassero lungi dall' Europa questo messaggio, egli ne aveva fatto due copie, e posto l'altro esemplare in altro barile che attaccò sodamente dietro la caravella, nella speranza che se la Nino venisse a naufragare, il barile potrebbe galleggiare, ed essere un giorno raccolto. Intanto, in mezzo alle burrasche, il vento volgeva all'ovest, e il mare inferociva, sempre nero e procelloso. Il venerdì, 15 febbraio, al levar del sole fu riconosciuta una terra al nord-est. Questa vista rianimò gli spiriti; nondimeno il mare continuava grosso dal lato dell'occidente. I piloti si credevano sulle spiagge di Castiglia, ma l'Ammiraglio annunziò loro le Azzorre. Tuttavia la violenza del mare, quantunque diminuita, non permetteva loro di accostarsi: passarono tutta la giornata, tutta la notte e la dimane procurando di prender terra, ma invano. Nella notte del sabbato alla domenica, 17 febbraio, l'Ammiraglio, che, non ostante un attacco di gotta , era rimasto dal primo soffiar della tempesta sino allora, vale a dire per ben quattro giorni e quattro notti, esposto alla pioggia, al vento, ai colpi di mare senza posare pur un momento, e quasi senza prender cibo, fu obbligato di coricarsi; sull'alba ripigliò il comando, governò al sud-sud-ovest, e finalmente alla notte giunse sopra un'isola cui l'oscurità non permetteva distinguere: ne fece il giro per cercare approdo, e tentò di gettare un' àncora, ma la perdette quasi subito; bisognò rimettere alla vela e pigliare il largo. Finalmente il lunedì, giunse a prender terra. L'isola era Santa Maria, la più meridionale delle Azzorre, che apparteneva al re di Portogallo. Gli abitanti stupirono sulle prime che una si fragil nave in quello stato avesse potuto sostenere una si lunga e furibonda tempesta: ma furono molto più maravigliati allora che udirono donde veniva. Essi ringraziarono Dio e manifestarono una gran gioia : la loro imaginazione non poteva stancarsi de' racconti sul Nuovo Mondo.
La lettera, scritta a Don Gabriele Sanchis, dopo una simile tempesta, alla fine dice:
Ai nostri illustrissimi Re e Regina ed a'loro regni famosi spetta si gran cosa, di cui tutta la cristianità deve menar allegria e far grandi feste e rendere infinite grazie alla Santa Trinità, con molte orazioni solenni per il sommo beneficio che avranno tanti popoli venendo nel grembo della nostra santa fede, li poscia per i beni temporali che non solo alla Spagna , ma a tutti i cristiani torneranno di refrigerio ed utilità. Queste cose come fatte si sono in breve, cosi si sono anche in breve esposte. Sulla caravella, sopra l'isola di Canaria, al quindici di febbraio mille quattrocento e novantatrè. Scritta da chi la manda.
L' Almirante.
  
Colombo sarebbe partito il 3 agosto del 1492 ….
Sbarcò, al ritorno, alle Azzorre il 17 febbraio del 1493.
La lettera indirizzata da Colombo all’illustre Don Gabriele Sanchis, tesoriere dei Serenissimi Re, venne tradotta dalla lingua spagnola in quella latina per opera del nobiluomo, e letterato, Leandro De Cosco.   Era il 30 aprile 1493, primo anno del pontificato di Alessandro VI.


De insulis nuper inventis

Epistola Christoferi Colom - cui etas nostra multum debet, de insulis in mari Indico nuper inventis, ad quas perquirendas octavo antea mense auspiciis et ęre invictissimi Fernandi Hispaniarum Regis missus fuerat - ad magnificum dominum Raphaelem Sanxis, eiusdem serenissimi Regis thesaurarium, missa, quam nobilis ac litteratus vir Aliander de Cosco ab Hispano ideomate in latinum convertit tercio Kalendas Maii .M.CCCC.XCIII. Pontificatus Alexandri Sexti anno primo.

Quoniam susceptę provinciæ rem perfectam me consecutum fuisse gratum tibi fore scio, has constitui exarare, quæ te uniuscuiusque rei in hoc nostro itinere geste inventęque admoneant. Tricesimo tercio die postquam Gadibus discessi, in mare Indicum perveni, ubi plurimas insulas innumeris habitatas hominibus reperi. Quarum omnium pro fœlicissimo Rege nostro, præconio celebrato et vexillis extensis, contradicente nemine possessionem accepi. Primęque earum divi Salvatoris nomen imposui, cuius fretus auxilio tam ad hanc quam ad cęteras alias pervenimus. Eam vero Indi Guanahanyn vocant. Aliarum etiam unamquamque novo nomine nuncupavi, quippe aliam insulam Sanctę Marię Conceptionis,


Dopo 33 giorni che era partito da CADIGE (Gadibus)… darebbe il 5 settembre…   Tutto qui



Però ….. erano bravi; una volta controllati sulla mia griglia.
Come ho sempre sostenuto si usavano 80 settori da 4,5° di meridiano per i 360° della Terra.           


             
…e  si possono  misurare le loro diverse scale.
Segnalo, inoltre, la posizione dello SRI LANKA. 

Per CVBA e le altre isole debbo aspettare; non ho una immagine ben definita. 

Poi ci sarebbe da stirare tutto fino al meridiano di Capo Verde per  far coincidere la sua Raya con il meridiano delle Azzorre.




Passiamo a Giovan Battista Agnese. 





Verso il 1550 si hanno le idee più chiare. Lo Yucatan è una penisola.
I reduci della spedizione di Magellano erano ritornati. Lo Stretto di Magellano è sulle carte.
I Giganti hanno trasmigrato dal Venezuela alla Terra del Fuoco e Mercatore sta studiando.

Dalla wikipedia: Origine nome Yucatan.

Il nome Yucatán deriva dalla parola (in lingua nahuatl) "Yukatlàn", "il luogo della ricchezza". Tuttavia, il commentatore Frate Toribio di Benaventa (detto Motolinia), nella sua Storia degli Indios di Nuova Spagna (1541), fa risalire l'origine della parola all'equivoco in cui sarebbero caduti gli Spagnoli, che "parlando con gli Indios di quella costa", alla domanda su come essa si chiamasse "...risposero: «Tectetán, Tectetán», ciò che vuol significare: «Non ti capisco, non ti capisco»: i cristiani corruppero il vocabolo, e non intendendo ciò che gli Indios dicevano, conclusero: «Yucatán è il nome di questa terra»".
Tuttavia, benché t'àn sia una radice con significato di "linguaggio", la lingua Yucateca non contiene alcuna parola o frase che possa suonare come "Tectetàn", tantomeno "Yukatan" (il termine più simile, "come parla?", è "uuy u t'an" o "chu u t'an"), e "non capisco" "ma tin na'atik". È stata anche avanzata l'ipotesi che l'intero episodio riportato da Toribio di Benaventa sia apocrifo, e sia stato un tentativo da parte di Hernàn Cortès , nelle sue "Cartas de relación", di screditare il rivale Diego Velàzquez.

Tutto chiaro?



Se osservate la parte del Nuovo Mondo della Cantino … i particolari cercateli a EST.
Non vi sembra che la Cuba di Juan de la Cosa e la Isabella della Cantino siano contornate dalle stesse isole?
Siete sicuri che l’isola di Spagnola di Juan de la Cosa, dove svetta la bandiera di Castiglia, sia una sola isola?
I due  meridiani bianchi sono: la Raya e (il suo antimeridiano) la Linea delle Spezie.
Avete capito perché ho tirato in ballo S.Tommaso?


Rolando Berretta