sabato 5 agosto 2017

Il pozzo di Eratostene

Così la raccontano:

Riassumendo quanto ha riportato Cleomede:

Eratostene mentre si recava a Sjene  (dove oggi c’è la diga di Assuan) notò che i raggi  solari cadevano a picco dentro un pozzo il giorno del solstizio d’estate. Lo stesso giorno piantò un bastone ad Alessandria e notò che l’ombra proiettata era di 7,20° (7° 12’). Ne dedusse che la distanza tra Sjene e Alessandria (5.000 stadi) era 1/50 della lunghezza dell’Equatore come 7,20° erano 1/50 di un angolo giro di 360°. Quindi la lunghezza dell’Equatore era di 250.000 stadi precisi precisi (dico io!). Inoltre: per avere un’ombra di 7,20°, precisi, ad Alessandria occorre che i raggi solari, il giorno del solstizio d’estate, cadano con il Tropico del Cancro a 24° precisi. Sjene è posta a 24° nord ma, al tempo di Eratostene, il Tropico era leggermente spostato. Se il Tropico era leggermente spostato anche l’ombra proiettata ad Alessandria sarebbe stata diversa. 

A questo punto ho voluto approfondire tutto il problema. Ho preso google/maps e ho misurato la distanza tra Alessandria e Sjene seguendo il percorso del Nilo. Sono 1.000 km.  Ad Alessandria si usava lo Stadio Alessandrino di 200 metri. 5.000 stadi di 200 metri danno 1.000 Km.
Ho fatto un’ulteriore verifica:

Ai tempi di Eratostene il Tropico cadeva a 23°41’ mentre il Tropico a 24° lo abbiamo avuto verso il 2.700 a.C.  Era il periodo che fu edificata la Grande Piramide. Solo che la G. Piramide si trova a 30° nord. Se il Tropico cadeva a 24° e la Piramide è a 30° la distanza era di 6°. In un sistema sessagesimale 6° sono 1/60 di un angolo giro di 360°. 
A questo punto ho fatto un ulteriore controllo per trovare il mitico pozzo di Eratostene.

Datosi che il Tropico cade a … in base al periodo …


A questo punto ho lasciato perdere Eratostene e mi sono concentrato sui valori della massima e minima  inclinazione terrestre. Forse gli Egiziani ne sapevano più di quanto ci viene tramandato.

Ho cercato i due punti estremi dove oscilla lo spostamento del Tropico: Abu Simbel e Kom Ombo. 
Il complesso di Abu Simbel, causa la diga di Aswan, è stato spostato: oggi c’è il lago. 
Per Kom Ombo la musica è diversa.


 Il pozzo che si trova a Kom Ombo ufficialmente è un nilometro. Ma il nilometro è sull’isola di Elefantina, a quattro passi, e si capisce subito cos’è un vero nilometro. Quel pozzo, in collina, sulla riva del Nilo aveva un altro scopo. Eratostene, per andare a Sjene, vi ha fatto scalo. Si è fatto spiegare molte cose dai sacerdoti. Ha voluto personalizzare le informazioni ricevute. Le ha spacciate per sue scoperte. 

Parte superiore del Pozzo (immagine reperita in rete)
Mentre riflettevo su quel pozzo ebbi una discussione con Antonio Crasto che si occupa di Egittologia.
Magari se cercate su Internet il pezzo di Antonio Crasto …. (Tempio di Kom Ombo)  mi evitate di fare brutte figure.  Antonio così si esprime:
“La metà orientale del tempio era dedicata al dio coccodrillo Sobek e alla triade:
- Hator, Sole femminile, occhio destro di Horus l’antico, associato a un pianeta X oggi scomparso e madre del dio Sobex;
- Sobex, figlio di Hathor e associato al pianeta Mercurio;
- Khonsu, figlio di Sobex, e associato alla Luna.  …”
Per me era sufficiente dire che, in  quel pozzo, si potevano studiare il Sole (riflesso) e i passaggi di Mercurio. Si potevano studiare le fasi lunari. Si poteva vedere il passaggio dei vari pianeti esterni etc etc e che, quindi, era un perfetto osservatorio astronomico.


Antonio Crasto mi mandò questa foto; fatta da lui. C’è una macchiolina chiara  riflessa dall’acqua. Incuriosito dalla mia strana teoria cercò il giorno e l’ora di quando scattò la foto.
Prese una di quelle tabelle astronomiche …. e scoprì che Venere era sopra il pozzo. 

Rolando Berretta





giovedì 29 giugno 2017

Da Toscanelli ai Vespucci

Paolo dal Pozzo Toscanelli nacque a Firenze nel 1397.
Dopo aver compiuto i primi studi superiori presso lo Studio fiorentino, si recò all'Università di Padova dove studiò matematica e si laureò in medicina. Fu amico di Leon Battista Alberti e di Filippo Brunelleschi, al quale insegnò nozioni di matematica. Si è supposto che lo abbia anche aiutato con i calcoli per la costruzione della cupola di Santa Maria del Fiore. Proprio in questa chiesa, oggi possiamo osservare lo gnomone che Toscanelli realizzò, che all'epoca era il più alto mai costruito. Le sue osservazioni di comete sono le prime di cui abbiamo notizia: determinò molte posizioni delle comete del 1433, 1449-1450, 1456, 1457 e 1472, tracciandone le orbite su mappe stellari da lui preparate.
(questo si racconta:)
Come cartografo, sulla base della Geografia di Tolomeo, che da poco era stata ritrovata e tradotta, (le Tavole erano ancora da disegnare) disegnò un planisfero, purtroppo perduto, che mostrava come si potessero raggiungere  le Indie attraverso l’Oceano Atlantico.     (Meglio fermarsi qui.)

Premesso che da un paio di secoli giravano le mitiche carte portolane raffiguranti, grosso modo, lo sviluppo dell’Impero Romano. Premesso che cercherò traccia degli studi del Toscanelli nelle carte e nei cartografi fiorentini immaginando quali discussioni potevano nascere nei loro scontri verbali.
Immagino Francesco Berlinghieri, Leonardo con i suoi OVALI, nella tipografia dei Rosselli con il Dottor Paolo del Pozzo. Anche il Vespucci.
Premesso che, per Tolomeo, l’Equatore misurava 24.000 miglia. Come direbbe il Toscanelli 80 spazi da 300 miglia (all’altezza delle Canarie). (Per il Wagner il miglio era di 1.230 m)
Premesso che le mitiche lettere del Toscanelli ricomparvero nel 1860.
La trascrizione delle due lettere fu  trovata nel 1860, in un foglio terminale, del volume: Historia rerum ubique gestarum di Enea Silvio Piccolomini (Pio II) di proprietà dello stesso C.Colombo. Bartolomeo de Las Casas e Fernando Colombo affermano di avere avuto tra le mani l’originale in latino; con la certezza che i Paleografi abbiano fugato ogni dubbio circa l’autenticità del rinvenimento.

Io, di contro, ho seguito una debolissima traccia. I settori da 250 miglia e i 225° di Marino di Tiro. Mi sono ritrovato con questo planisfero ideale:




ed ho “visto” un sistema praticissimo per determinare la misura dei vari paralleli.
Apriamo la prima finestra. Come calcolarono la misura dell’Equatore? Tutti tirano in ballo Eratostene di Cirene.  Eratostene, mentre si recava nella città di Syene (oggi c’è la diga di Assuan)
è passato, per forza, a Kom Ombo: dove c’è un Tempio e un Pozzo su una collina in riva al Nilo.
(Il nilometro è a quattro passi!)  A cosa serviva il pozzo in collina sulle rive del Nilo? Immaginate il Sole riflesso e Mercurio e Venere che lo attraversano. Immaginate come ci passavano sopra gli altri Pianeti e la Luna. (Antonio Crasto …. Grande Esperto di cose egizie, ha sviluppato l’argomento!) Inoltre: i Sacerdoti del tempio di Kom Ombo erano gli addetti alla misurazione di tutte le proprietà in Egitto. Dopo ogni inondazione partivano e rimettevano a posto ogni confine. Erano i tenditori di corde. Eratostene si sarà fatto dare qualche spiegazione. (Solo che erano fermi al Tropico a 24°).
Eratostene, poverino, se avesse fatto una sola misurazione avrebbe avuto dei valori completamente diversi da quelli propinati.  Diciamo che, quando costruirono la G.Piramide, quest’ultima era a 6 gradi dal Tropico del periodo. Se usavano il sistema sessagesimale i 6gradi erano 1/60 della circonferenza della Terra. Ad Alessandria usavano lo Stadio Alessandrino. Uno stadio era di 200 metri esatti. Eratostene ci ricorda che la distanza tra Syene ed Alessandria era di 5000 stadi (alessandrini).  Se prendete google/maps e vi rifate il percorso fluviale coprirete la distanza di 1000 Km giusti giusti: 5.000 stadi alessandrini. Fine Eratostene.  Qualcuno più sveglio di Eratostene ci sarà passato a Kom Ombo? Bastava conoscere la distanza precisa tra due località, sullo stesso meridiano, distanti 6 gradi. In Egitto c’è l’imbarazzo della scelta con le tavole di Tolomeo.
L’Equatore misura 27.078,38 miglia romane. Il raggio della Terra, all’Equatore, misura 4.309, 658 mr. Stabilito che la misura dell’Equatore va divisa in 80 settori,  ogni settore misura 338 mr.
Come calcolare la misura degli 80 settori su gli altri paralleli?



Semplicissimo. C’è un sistema pratico. Tutte le formule che iniziano con :  r* (formula)= risultato
hanno un solo dato variabile: il raggio.  Basta disegnare un goniometro ad angolo retto.
Portiamo sulla base il risultato, nel nostro caso la misura di 338, con una semplice squadretta possiamo ricavare tutte le misure dei paralleli sui 90°. Da capire è semplicissimo, da spiegare …. è un po’ complicato.
Ritorniamo al Toscanelli e ai cartografi fiorentini. Faccio un nome a caso: Giovanni Vespucci.

Questo Planisfero, noto come Geocarta, conservato a Torino, è del 1523.



 Siamo passati ai giri di compasso e allo schema RoBer . Il suo giro di compasso è da 34 unità.
Lui riporta 26 spazi dall’inizio del Catai alla G.Canaria. Questa è l’unica carta che mi è capitata tra le mani con 26 settori da 5° che sarebbero 130°. Tutti gli altri usano 27 settori da 5° pari ai 135° classici. Però se cercate l’origine dei 26 settori … ai tempi di Fernando Colombo questo è un indizio importante.



Siamo nel marzo del 1525. Giovanni Vespucci, mentre lavorava per Carlo V, fu accusato di spionaggio a favore dei Medici. Nel 1527 il nunzio apostolico Baldassare Castiglioni portò questo planisfero al Papa. (Clemente VII, nato Giulio Zanobi di Giuliano de' Medici) e arrivarono i Lanzichenecchi. Nel 1529 Diego Ribeiro mostrò il suo capolavoro. La copia sputata del Planisfero Castiglioni. Lo schema del Castiglioni è un 80 x 40. Lo schema Ribeiro è un 80 x 42 con sovrapposizione sulla Raya. L’Autore del Castiglioni, per gli esperti, sarebbe Diego Ribeiro.
Basta seguire gli avvenimenti per capire chi è il vero Autore.
Ma questa è la cosa peggiore :



mentre gli “esperti” seguitano a sparare a zero su Toscanelli per i suoi settori da 250 miglia.
Mentre gli esperti seguitano a sparare a zero sulla spia dei Medici senza portare un solo capo d’imputazione. E’ una spia. Basta!  Nessuno si è accorto che Diego Ribeiro ha fatto sparire un settore di Oceano a favore delle terre del Portogallo.


 
Un consiglio: fate pratica anche con i km. Ricordate che 5.000 stadi alessandrini sono 1.000 Km. Potrebbe sempre servire. (E ….non esiste lo stadio egiziano!)







 Rolando Berretta

mercoledì 31 maggio 2017

In difesa di Toscanelli



Questo riportano dall’Osservatorio  di Arcetri, sul loro sito:
www.arcetri.astro.it/~ranfagni/CD/CD_TESTI/TOSCNLLI.HTM
 …. Toscanelli esercitò un'influenza decisiva sulla decisione di Colombo di prendere il mare in cerca delle Indie orientali navigando verso Ovest. Toscanelli scrisse una lettera nel 1474 a un canonico portoghese, Ferdinando Martinez, che aveva avuto modo di conoscere in Italia, in cui sosteneva che la via più breve per raggiungere le Indie era proprio quella di navigare verso occidente. Per dare più valore alle sue idee Toscanelli allegò alla lettera una carta del mondo preparata da lui stesso, da cui risultava la superiorità della via occidentale rispetto alla circumnavigazione dell'Africa (che era la rotta tentata dai Portoghesi a quel tempo).



Ricostruzione ipotetica, in proiezione cilindrica, della carta inviata da Paolo dal Pozzo Toscanelli a Cristoforo Colombo
Nella lettera del 1474 Maestro Paolo scrive:
A Ferdinando Martinez, canonico di Lisbona, Paolo fisico salute.
...E quantunque molte altre volte io abbia ragionato del brevissimo camino, che è di qua alle Indie, dove nascono le specierie [ovvero le spezie] per la via del mare, il quale io tengo più breve di quel che voi fate per Guinea.....ho deliberato per più facilità e per maggiore intelligenza dimostrar detto camino per una carta, simile a quelle che si fanno per navigare et così la mando a Sua Maestà, fatta e disegnata di mia mano, nella quale è dipinto tutto il fine del ponente.... ..Dalla città di Lisbona per diritto verso ponente sono in dette carta ventisei spatii, ciascuno de'quali contien dugento cinquanta miglia fino alla nobilissima et gran città di Quisai...
La lettera è scritta supponendo che il lettore abbia dinanzi agli occhi la carta allegata. Toscanelli nel resto della lettera argomenta che 26 spazi di 5 gradi, tanta era l'ampiezza dei fusi in cui era divisa la carta, sono quasi la terza parte della sfera terrestre, ma cita anche l'esistenza di un'isola, detta Antilia, intermedia, che potrebbe essere l'arcipelago delle Azzorre, e da questa ipotetica Antilia ci sarebbero stati solo 10 spazi di 5 gradi ciascuno per raggiungere il mitico Cipango [Giappone]. Paolo riduce quindi la distanza tra Lisbona e le Indie a sole 6.500 miglia. A questa lettera ne fa seguito un'altra, scritta direttamente a Colombo. Toscanelli non dice niente di nuovo, ma dichiara di spedire a Colombo copia della lettera inviata al canonico Martinez e invia anche un'altra copia della carta nautica.
Toscanelli, nelle sue lettere a Colombo, sbaglia sia la differenza di longitudine tra Lisbona e le Indie, che è di circa 160°, sia la lunghezza del grado espressa in miglia. L'impresa di Cristoforo Colombo si fonderà quindi su due errori geografici, che derivano da misure astronomiche imprecise e da errate conversioni tra unità di misura; questi errori, però non vanno attribuiti al solo Toscanelli, essendo radicati nella cultura del tempo. ….  ( Fine del pezzo di Arcetri.)
Premesso che queste carte sono opera del Wagner:  (è scritto in basso a sinistra della carta)





Recita la Wikipedia:
Hermann Wagner (Erlangen1840  Bad Wildungen, 1929) è stato un geografo tedesco.
Docente all'università di Königsberg dal 1876 al 1880 e all'università di Gottinga dal 1880 al 1920, fu collaboratore della casa editrice Justus Perthes e direttore del Geogr. Jahrbuch. Fu autore di un celebre Trattato di geografia generale, il terzo volume del quale è dedicato alla ricostruzione della carta di Paolo Dal Pozzo Toscanelli [1] con una serie di riferimenti storico-geografici. Presso la casa editrice di Gotha pubblicò il Sydow-Wagners Metodischer Schul-Atlas nel 1908.
1 - Die Rekonstruktion der Toscanelli - Karte v. J. 1474 un die Pseudo - Facsimilia des Behaim-Globus v. J. 1492, Gotha 1894 N. 3 pp.208-312   (fine del pezzo da wikipedia)
Nel 1860, si è chiarito un grande mistero:    Sono saltate fuori le due lettere del Toscanelli indirizzate a Colombo; scritte in Latino: erano tra i carteggi di Papa Pio II.

( da : Historia rerum ubique gestarum – di Enea Silvio Piccolomini o Papa PioII )

Pio II – Enea Piccolomini - nacque a Corsignano il 18 ottobre 1405 e morì ad Ancona il 14 agosto 1464.                         Mio personale giudizio:






il Wagner si è ispirato alle carte del veneziano Alessandro Zorzi che operò dal 1503 al 1506?
Recita, inoltre, la lettera:
… Sua Altezza vorrebbe da me una dichiarazione o una dimostrazione per rendere possibile anche a una persona di media cultura di capire e intraprendere questo cammino. Io potrei fare ciò tenendo una sfera in mano ….
Toscanelli prosegue dicendo che indicherà la rotta su di una carta simile a quelle che si usano per la navigazione. La carta mostra pure a che distanza bisogna mantenersi, durante la traversata, dal polo Artico e dalla Linea Equinoziale e quante miglia bisogna percorrere per giungere alle terre fertilissime delle Indie…




L’Autore della ricostruzione ha impostato una carta con 135° sull’asse est/ovest e di 65° sull’asse nord/sud. Ha diviso in 26 parti la distanza tra Lisbona e le coste del Catay e…. poi non riesco a seguirlo. I settori da 500 miglia romane all’Equatore sono identici fino al C.Polare Artico.
Inoltre: per ogni 4 settori (1.000 miglia) ci sono 15° di meridiano a tutte le latitudini.




Se ritornate alla prima carta del Toscanelli, quella a colori, noterete che è sparita la cornice con i gradi. Ci sono solamente i settori.  (36 settori …. stimati da 5°? Per un totale di 180°?) 
Se si resta a Tolomeo …. dalle Azzorre al Golfo di Cattigara sono 180° . (Questa misura non si discute).
Grosso modo questa è la configurazione delle terre sui 360°. 180° di terre tolomaiche e 45° del  Catai di Marco Polo; e sono 225° . (225° come aveva detto Marino di Tiro). Mancano 135° di Oceano.   E sono 360°
Piccolo approfondimento:
Dopo questa lunga premessa, se permettete, aggiungo due  mie carte e il mio pensiero.





Uso le mie, solite, carte per spiegare i settori da 250 miglia romane ricordati dal Toscanelli.
Avete appena letto (riportato da Arcetri) : La lettera è scritta supponendo che il lettore abbia dinanzi agli occhi la carta allegata. Toscanelli nel resto della lettera argomenta che 26 spazi di 5 gradi, tanta era l'ampiezza dei fusi in cui era divisa la carta….
Datosi che la lettera recita: P.S. dalla città di Lisbona in linea retta verso ponente sono indicati nella carta 26 (ventisei) spazi, ciascuno di 250 miglia, fino all’illustrissima città di Quinsai. Questa città è situata nella provincia di Mango, vicina alla provincia di Catai. Dall’isola di Antilia, che tu conosci, fino all’isola di Cipango ci sono 10 spazi (dieci)….




Datosi che 26 spazi da 250 miglia romane, davanti a Lisbona,  non sono (e non corrisponderanno assolutamente a …) 26 settori da 5° di meridiano,  prima di dire che Toscanelli ha sbagliato, io cercherei di capire meglio il tutto.  Abbiamo un solo dato sicuro: i 26 settori da 250 miglia romane. 
Chi ha tirato fuori i 5° non ha letto le lettere del Toscanelli.
Vorrei attirare la vostra attenzione sull’ultima mia carta: quella dove è inserita parte dell’Africa.
Roma si trova a 41°  53’  35”  di latitudine nord. (Wikipedia)
Se si va sul parallelo posto a 42° 24’ 34’’ (42,40949) e lo si misura in miglia romane si ottiene il valore di 20.000. Quindi in un solo emisfero sarebbero 10.000 miglia romane. Questo valore posso dividerlo in 5.000 o 1.000 o 500 o 250 o 100.
Posso affermare che quel parallelo può essere diviso in 80 parti di meridiano da 4,5° e da 250 miglia.                  I calcoli si fanno facilmente.





Avete presente lo sviluppo dell’Impero Romano??
All’altezza delle Isole Canarie abbiamo 80 settori da 300 miglia mentre a metà Bretagna si hanno 80 settori da 200 miglia romane…..
Questa è la situazione approssimativa.  Come misure sono … stimolanti per ulteriori studi di approfondimento….






… e si ritorna al punto di partenza. Un planisfero da 80 x  40  settori  dove ogni settore vale 4,5°.
I Tropici cadrebbero a 22,5°  o  22° 30’  e i C.Polari a 67,5°  o  67° 30’ 
I 90° sarebbero divisi in 10 parti da 9° invece delle  attuali 9 parti da 10°.
  (E’  pura fantascienza. E’ solo teorica! Sarebbe una Terra con la minima inclinazione; brrrrr!)
E …. adesso  vediamo se tornano i conti a quanti tirano in ballo i 5° di…. Toscanelli.



Ho rimesso la cornice mancante.  I gradi sono sulla cornice esterna.
(notasi che la ricostruzione della carta del Toscanelli riporta la stessa zona della carta di Zorzi)

Se il Wagner voleva raffigurare le terre contenute in 180°, un solo emisfero, partendo dal Golfo di Cattigara, doveva terminare la sua carta all’altezza delle isole delle Azzorre.
Lui è arrivato fino alle Baleari.
Se il Wagner mi imposta una carta, con una cornice graduata di 135° sull’asse est/ovest, mi fa capire che era sua intenzione raffigurare il solo Oceano Occidentale. Magari voleva evidenziare le sole isole in esso contenute. I suoi studi riguarderebbero le conoscenze geografiche del periodo del Toscanelli. Se osservo le sue due carte, che ho riportato, scuoto la testa perplesso.
Sicuramente mi metterò a studiare il Toscanelli con quei pochi valori ricordati dallo stesso Toscanelli. Sicuramente non mi permetterei di dare giudizi sul Toscanelli utilizzando le carte e gli studi  del Wagner.    Il Wagner andrebbe studiato a parte!


Darei la precedenza al Miglio Romano. Darei la precedenza ai 26 settori da 250 miglia davanti a Lisbona.

1 miglio romano =  Km  1,480:  interessante quando la si riporta sui diversi paralleli.  











 Rolando Berretta

giovedì 6 aprile 2017

Il parallelo di Alessandria



Ricordate l’articolo pubblicato in data 20 marzo 2013 dal titolo :
Qual è il significato del nome Gennargentu? Abbiamo iniziato.
Abbiamo visto, poi, la differenza delle diverse inclinazioni nel giro di compasso…


Abbiamo conosciuto i portolani di Dulcert (1339) e di Opicino (1334). Oggi presento il portolano dei fratelli Pizzigano; siamo a Venezia nell’anno 1367. (Occhio al P.di Alessandria!)
Sono due quadrati da 14 unità; sono 14 x 28 quadratini o unità. 


Ho ripassato i profili costieri e i due giri di compasso. Questi ultimi mi hanno creato qualche problema. Se si impostano due giri di compasso, con raggio da 6 unità, ci ritroviamo con uno schema generale di 12(dodici) unità sull’asse nord/sud e 24(ventiquattro) sull’asse est/ovest.


Nella carta dei fratelli Pizzigano ho notato una cosa curiosa: per avere gli stessi profili costieri di tutti gli altri portolani (facendoli combaciare sovrapponendoli)  debbo impostare uno schema con 14(quattordici) unità sull’asse nord/sud e 26(ventisei) sull’asse est/ovest. Il parallelo di Alessandria, parte dello schema, è ben allineato.
Il tutto si presenta così rispetto agli altri schemi portolani:


Questo è un aspetto da approfondire in un secondo momento; se converto gli ovali in cerchi dilaterò ancora di più le terre. Ora vorrei segnalare una caratteristica della famiglia Pizzigano di Venezia.



Nella carta dei Fratelli Pizzigano, in basso a sinistra, è segnalata l’isola di Bracir. (Non confondere con l’isola di Brazil posta sulla sinistra dell’Irlanda!).  E’ il periodo che l’Atlante Catalano riporta le isole SALUAGE nella stessa posizione. Passiamo a Zuane Pizzigano; un parente diretto. 



Siamo sempre a Venezia nell’anno 1424. (ho inserito, anche, una carta di Pietro Vesconte) 

Per la prima volta compare l’isola di Antilia. Per Amerigo Vespucci e per Piri Reis è l’isola scoperta e colonizzata da Colombo; sarebbe l’isola di Spagnola (Haiti). Per Sebastian Ruysch (1504)… meglio seguire la “legenda” che recita:
-“Ista insvla Antilia aliqvando a Lusitanis est inventa, sed modo qvando qvestvr non invenitvr. Invente svnt in illa gentes qve Hispanica lingva loqvvntur, qve tempore Regis Roderici, qvi vltimvs in Hispania tempore gotorvm rexit, ad hanc insvla a facie Barbarorvm, qvi tvnc Hispaniam invaserant, fvgisse credvntvr. Habent hic 1 archiepiscovm cvm 6 aliis episcopis, et qvilibet illorvm svam habet propriam civitatem, qvare a mvltis insvla 7 civitatvm dicitvr. Hic popolvs christianissime vivit, omnibus divitiis secvli hvivs plenus”-.  (Spero di non aver fatto errori).
Per la carta del Ruysch, come per quelle dei Pizzigano, vedere la Wikipedia: oggi vi si trova di tutto. Ruysch posiziona l’isola di Antilia, scoperta dai Portoghesi quindi prima della Raya, in posizione ambigua. Quella zona, Ruysch, l’ha ricreata dai resoconti dei viaggi. 
Altra segnalazione di Antilia ci viene dal Toscanelli quando scriveva a Colombo:
Da Lisbona a Qinsai sono ventisei spazi da 250 miglia. Dall’isola di Antilia, della quale avete notizia, e chiamate di sette città, fino alla nobilissima Cipango, sono dieci spazi pari a 2.500 miglia.
 Per la distanza da Cipango al Cataio ha rimediato Marco Polo. Quel Marco Polo che ha fatto intuire la visita dei Veneziani sulle coste delle Antille. Marco Polo segnala, per le sepolture nell’isola di Cipango, l’uso delle PERLE ROSA.  Le perle rosa si trovano solo nei Caraibi. Solo in quella zona.
Quindi? Quindi quelle isole riportate dai veneziani Pizzigano erano già state visitate.
Mentre argomentavo di Antilia  e degli abitanti ferventi cristiani e delle Perle Rosa di Marco Polo … l’occhio ha colto una particolarità degli schemi.

Osservate come si comporta il parallelo di Alessandria in uno schema da 12 x 12 unità e come si comporta in quello da 14 x 14 unità:

Prima espongo quello misto… (occhio alla linea rossa)


Poi solo quello da 14 x 14 unità


Ho dato la precedenza agli schemi; su Antilia, o Antilla, ci sono molti specialisti. Sugli schemi.. nessuno.
Torniamo agli OVALI!

Utilizziamo due GRANDI CARTOGRAFI:  Angelino Dulcert (o Opicino) e confrontiamolo con Grazioso Benincasa.
Quando i nostri fraticelli impostarono i primi portolani… lo fecero su di una base quadrata di 90x90 considerando lo sviluppo tra Polo ed Equatore nel seguente modo:


I due giri di compasso erano perfettamente circolari. Poi si passò allo schema a 34 unità (RoBer) con giri di compasso da 26. A questo punto è successo……


Il vecchio schema da 18 x 18 unità (90°) è stato trasformato in 17 unità sull’asse nord sud mentre è rimasto da 18 sull’asse est/ovest. Solo che,  per rispettare il parallelo di Alessandria sono stati costretti a sollevarlo di una unità dall’Equatore. (confronto con Grazioso Benincasa)
Riassumendo : Se cercate di fare una sovrapposizione diretta tra i Vecchi Portolani e i PROFILI dei nuovi planisferi, non meravigliatevi se trovate i Portolani ovalizzati.
Se poi siete pignoli e volete capire lo schema di Piri Reis…
Piri Reis ha utilizzato un giro di compasso da 26; quindi utilizzò la schema da 34 unità. Solo che è partito da una unità da sopra il Polo.  
Datosi che alcuni autori hanno usato il parallelo di Capo Verde  come parallelo centrale e hanno terminato gli schemi sul C.P.Antartico… i 3 settori mancanti li ritrovo sopra il Polo Nord.


Ritorniamo ai Pizzigano (2 da 14x14) e a Dulcert (2 da 12x12) i profili costieri…
non cambacieranno mai.  Se faccio combaciare i profili costieri ottengo degli ovali…


Dulcert 2 da 12 x 12, Pizzigano 2 da 13 x 14.  (occhio al Tigri e all’Eufrate!)

In questa situazione si avrebbe Alessandria in due posizioni diverse. Allora?


E’ bastato un piccolo accorgimento ….


La costa siriana e quella egiziana sono rimaste inalterate.
Questa è la situazione.


Ci avete capito poco a proposito del parallelo di Alessandria? Andate al Museo navale di Barcellona

…. e vi trovate davanti a questo capolavoro! Sarà che è scritto in lingua catalana ….
Se esponessero una copia del vero Atlante Catalano ….



Chiedo scusa per l’immagine che segue ….


(chiedo scusa agli autori dei due personaggi trovati in rete: erano perfetti!) 
Permettetemi di dare un consiglio:


Realizzate questo semplicissimo schema, 


Abituate l’occhio a vedere la doppia croce (verde e arancione)....
Potete raddoppiare il numero dei quadratini e realizzare uno schema come quello che contiene l’Atlante Catalano. 
Se imparate ad usare linee che scalano di una unità ogni cinque … potete buttare il compasso.


Il compasso buca la carta.               Potete divertirvi con Giovan Battista Agnese …


fino ad arrivare a Vesconte Maggiolo.


F. Pizzigano (wikipedia)

Rolando Berretta